Trieste, esercitazione con ostaggi nella sede di Trieste Trasporti
11/05/2026
Un uomo armato di coltello irrompe negli uffici di Trieste Trasporti, blocca alcuni dipendenti e interrompe ogni contatto con l’esterno: è lo scenario simulato nella mattinata di giovedì 8 maggio, durante un’esercitazione coordinata dalla Questura di Trieste nella sede aziendale di via Caduti sul Lavoro. L’attività addestrativa è stata organizzata per testare e perfezionare i protocolli di intervento in caso di eventi critici con presa di ostaggi.
Allarme al 112 e intervento delle pattuglie
La simulazione ha preso avvio con la segnalazione al Numero Unico di Emergenza. Ricevuta la chiamata, la Sala Operativa della Questura ha disposto l’invio immediato delle pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, chiamati a mettere in sicurezza l’area e a gestire le prime fasi dell’intervento.
La gravità dello scenario ha richiesto l’attivazione del team di negoziatori della Polizia di Stato e delle Unità Operative di Pronto Intervento, le UOPI, con il supporto dello psicologo della Polizia di Stato. L’obiettivo era verificare la capacità di risposta del dispositivo di sicurezza davanti a una situazione ad alto rischio, nella quale la tutela degli ostaggi e il controllo dell’aggressore devono procedere con tempi rapidi e decisioni coordinate.
Mediazione su due teatri operativi
La gestione della crisi è stata costruita attraverso un’attività di mediazione articolata su due teatri operativi. I negoziatori hanno operato anche a bordo di un Ufficio Mobile, mantenendo il contatto con il soggetto armato e cercando di contenere l’escalation. Nonostante l’atteggiamento ostile previsto dallo scenario, il dialogo avviato ha permesso di gestire le richieste dell’aggressore e di ottenere la liberazione progressiva degli ostaggi.
Per i dipendenti coinvolti nella simulazione è stato predisposto anche l’ausilio del personale sanitario, come previsto nelle procedure applicate in caso di eventi reali. La presenza di più componenti operative ha consentito di verificare il funzionamento della catena di comando, il coordinamento tra reparti e la capacità di mantenere separati i diversi livelli di intervento: sicurezza dell’area, negoziazione, supporto psicologico e assistenza alle persone liberate.
Telecamere degli autobus collegate alla Sala Operativa
Un elemento centrale dell’esercitazione ha riguardato la condivisione immediata con la Sala Operativa della Questura delle immagini provenienti dalle telecamere di videosorveglianza installate sugli autobus di Trieste Trasporti. La disponibilità dei flussi video ha permesso di affinare le procedure di intervento rapido e di verificare l’utilità del collegamento tecnologico tra l’azienda di trasporto e le forze di polizia.
La prova ha confermato l’importanza del coordinamento tecnico-operativo con gli enti partner, soprattutto quando gli scenari riguardano luoghi frequentati da lavoratori, utenti e personale di servizio. In caso di minaccia alla sicurezza pubblica, la tempestività delle informazioni e la qualità del raccordo tra soggetti coinvolti possono incidere in modo determinante sulla gestione dell’emergenza.
L’esercitazione nella sede di Trieste Trasporti ha quindi rappresentato un test complesso per le diverse articolazioni della Polizia di Stato impegnate sul territorio. Il lavoro congiunto tra pattuglie, Reparto Prevenzione Crimine, negoziatori, UOPI, psicologo e personale sanitario ha consentito di verificare sul campo la tenuta dei protocolli già in vigore e di individuare ulteriori margini di affinamento nelle procedure operative.
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