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Rogge del Sanvitese, Legambiente propone un contratto di fiume

20/05/2026

Rogge del Sanvitese, Legambiente propone un contratto di fiume

Un nuovo contratto di fiume per valorizzare e gestire in modo corretto il reticolo delle acque minori tra San Vito al Tagliamento, Casarsa e Sesto al Reghena. È la proposta lanciata dal circolo Legambiente “Fabiano Grizzo”, che parte dalla Roggia Rigolo e punta a costruire un percorso condiviso con cittadini, esperti e amministrazioni locali.

La passeggiata lungo la Roggia Rigolo

La proposta ha già suscitato interesse nel territorio. Domenica 17 maggio alcune decine di persone hanno partecipato a una passeggiata lenta lungo la Roggia Rigolo, organizzata da Legambiente a San Vito al Tagliamento con il patrocinio del Comune. L’uscita, guidata da esperti, è stata pensata come primo momento di conoscenza diretta dei luoghi, prima dell’eventuale avvio dell’iter formale per la sottoscrizione del contratto.

Il presidente del circolo Legambiente, l’architetto Renato Marcon, ha spiegato che i contratti di fiume sono percorsi basati sul coinvolgimento attivo della cittadinanza. Proprio per questo l’associazione ha scelto di partire dal territorio, proponendo uscite aperte a chi lo vive e lo conosce, con l’obiettivo di individuare valori, criticità e possibili azioni di tutela.

Un reticolo di acque minori nel bacino del Lemene

In Friuli Venezia Giulia sono già attive diverse esperienze di contratti di fiume, tra cui quella del Noncello, alla quale aderisce anche Legambiente. La novità della proposta sanvitese consiste nel mettere al centro non un singolo corso d’acqua, ma un sistema di rogge e acque minori collegato al bacino del Lemene.

La Roggia Rigolo, scelta come punto di partenza, alimenta il fossato intorno al centro storico di San Vito. Durante la passeggiata sono stati osservati elementi naturalistici, storici e paesaggistici, mostrando come anche un ambiente fortemente antropizzato possa conservare biodiversità e funzioni ecologiche importanti.

L’esperta botanica Anna Comand ha richiamato la presenza di specie spontanee e da giardino, evidenziando la necessità di tutelare e migliorare la qualità ecologica e paesaggistica dell’area. Tra le criticità sono state segnalate la presenza di rifiuti, anche nel fossato attorno al centro storico, e la scarsità di vegetazione lungo le sponde.

Acqua, paesaggio e prevenzione del rischio

Nel corso dell’iniziativa, Renato Marcon ha sottolineato anche il ruolo che i corsi d’acqua minori possono avere nella prevenzione del rischio, soprattutto in presenza di eventi meteorologici estremi. Una gestione attenta delle rogge, della vegetazione ripariale e delle aree connesse può contribuire a rendere il territorio più resiliente e meno vulnerabile.

L’urbanista e paesaggista Roberto Petracco si è soffermato invece sugli aspetti storici e architettonici, ricordando come l’acqua sia stata un elemento fondativo nello sviluppo della città di San Vito. Rogge, fossati e canali non rappresentano soltanto infrastrutture idrauliche, ma parti essenziali della memoria urbana e del paesaggio locale.

La proposta di Legambiente punta quindi a trasformare le acque minori in un tema pubblico, capace di unire tutela ambientale, sicurezza, cultura locale e partecipazione. Il percorso avviato dalla Roggia Rigolo potrà diventare il primo passo verso un contratto di fiume più ampio, costruito con il contributo delle comunità di San Vito, Casarsa e Sesto al Reghena.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to