Trieste, sequestro da oltre 400mila euro a 40enne arrestato per droga
22/04/2026
Un sequestro patrimoniale da oltre 400mila euro è stato eseguito oggi a Trieste dalla Direzione investigativa antimafia e dalla Questura nei confronti di un quarantenne del capoluogo giuliano, destinatario di un provvedimento emesso dal Tribunale di Trieste, sezione Misure di prevenzione. Nel patrimonio finito sotto sigilli rientrano denaro contante, preziosi e orologi di ingente valore, beni che secondo gli inquirenti sarebbero riconducibili a proventi illeciti maturati nel tempo.
L’indagine patrimoniale e la sproporzione con i redditi
Il decreto nasce da una proposta congiunta avanzata dal direttore della DIA e dal questore di Trieste, al termine di un’attività di approfondimento condotta dalla Sezione operativa triestina della Direzione investigativa antimafia e dalla Divisione anticrimine della Questura. Gli accertamenti, ricostruiti sul piano economico e personale, hanno consentito di delineare la pericolosità sociale del proposto e di attribuirgli la disponibilità di un patrimonio ritenuto nettamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.
Secondo quanto emerso nel corso delle verifiche, gli investimenti e i beni accumulati nel tempo non troverebbero giustificazione nelle entrate ufficialmente documentate. Proprio questo scarto, giudicato evidente dagli investigatori, ha rappresentato uno dei cardini della misura di prevenzione patrimoniale disposta dal Tribunale. La ricostruzione economica ha infatti rafforzato l’ipotesi che le disponibilità sequestrate siano il risultato di attività criminali, in particolare del traffico di sostanze stupefacenti.
Il precedente arresto del 2025 per traffico di stupefacenti
Nel profilo del quarantenne pesa un percorso criminale che, secondo gli atti richiamati dagli inquirenti, si è sviluppato in un arco temporale preciso ed è stato segnato da più provvedimenti cautelari personali e reali. Tra questi assume rilievo l’arresto eseguito nel 2025 dalla Squadra Mobile della Questura di Trieste, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del Tribunale di Trieste nell’ambito di un’inchiesta sul traffico di droga.
In quella circostanza, durante una perquisizione contestuale, erano già stati sequestrati diverse centinaia di migliaia di euro in contanti, insieme a gioielli e orologi di particolare valore. Elementi che, alla luce delle successive indagini patrimoniali, sono stati ritenuti compatibili con un arricchimento derivante da attività illecite, non limitatamente alla posizione del quarantenne ma anche in relazione ad altri soggetti coinvolti nel medesimo contesto investigativo.
La decisione del Tribunale di Trieste
Nel formalizzare il provvedimento, la sezione Misure di prevenzione del Tribunale ha valorizzato il giudizio di pericolosità sociale, qualificando l’uomo come soggetto che vivrebbe abitualmente dei proventi di attività illecite. A questa valutazione si è aggiunto il lavoro svolto da DIA e Divisione anticrimine, che ha permesso di ricondurre alla sua disponibilità i beni sequestrati e di evidenziare la distanza tra capacità reddituale ufficiale e consistenza del patrimonio accumulato.
Il sequestro eseguito oggi rappresenta quindi l’esito di un’azione investigativa che ha affiancato all’indagine penale una verifica approfondita sui beni e sulla loro provenienza. L’ammontare complessivo supera i 400mila euro e comprende contanti, preziosi e orologi di valore, ora sottoposti a vincolo giudiziario nell’ambito della misura di prevenzione disposta dall’autorità giudiziaria triestina.
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