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Trieste, esami patente truccati: 106 indagati dalla Polizia

27/05/2026

Trieste, esami patente truccati: 106 indagati dalla Polizia

Microauricolari, microtelecamere nascoste negli abiti e camicie modificate per superare l’esame teorico della patente con aiuti dall’esterno: è il sistema illecito che, secondo la Polizia di Stato di Trieste, sarebbe emerso al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo giuliano. Il procedimento, ancora nella fase delle indagini preliminari, ha portato alla notifica degli avvisi di conclusione delle indagini e delle informazioni di garanzia nei confronti di 106 persone.

Controlli alla Motorizzazione e dispositivi nascosti

L’attività investigativa è partita da controlli effettuati dalla squadra di polizia giudiziaria della Polizia Stradale durante alcune sessioni d’esame teorico alla Motorizzazione Civile di Trieste. In quelle circostanze gli agenti hanno trovato, nella disponibilità di alcuni candidati, apparecchiature elettroniche occultate sull’abbigliamento: microauricolari, microtelecamere e altri strumenti ritenuti compatibili con un collegamento esterno durante la prova.

Da quei primi accertamenti è stata avviata un’indagine più ampia, sviluppata attraverso sequestri, analisi dei telefoni cellulari e acquisizione dei tabulati telefonici. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli episodi fraudolenti sarebbero iniziati almeno dall’ottobre 2023 e avrebbero coinvolto numerosi candidati agli esami per il conseguimento della patente di guida.

Due presunti gruppi e pagamenti per gli aiuti

Gli approfondimenti della Polizia Stradale avrebbero fatto emergere l’esistenza di due distinti gruppi criminali, accusati di aver organizzato un sistema di supporto illecito ai candidati dietro pagamento di somme di denaro. L’aiuto, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato fornito durante le prove teoriche tramite dispositivi nascosti, con l’obiettivo di consentire ai candidati di ricevere suggerimenti sulle risposte.

Nel corso dell’inchiesta sono state eseguite perquisizioni delegate dall’Autorità giudiziaria nelle province di Trieste, Bologna e Rovigo, nei confronti dei principali indagati. Le operazioni hanno consentito di sequestrare materiale ritenuto utile alle indagini: dispositivi elettronici, telefoni cellulari, microauricolari e capi d’abbigliamento appositamente modificati. Tra questi, anche camicie con fantasie floreali che, secondo gli investigatori, sarebbero state utilizzate per occultare microtelecamere.

Le ipotesi di reato contestate

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati previsti dagli articoli 1 e 2 della Legge 475 del 1925, in materia di falsa attribuzione del lavoro altrui da parte di aspiranti al conseguimento di lauree, diplomi, uffici, titoli e dignità pubbliche. Contestata anche l’ipotesi di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Per undici persone, inoltre, la Procura ipotizza l’associazione per delinquere.

La Polizia Stradale colloca l’operazione nel quadro delle attività di contrasto alle irregolarità legate al rilascio delle abilitazioni alla guida. Il fenomeno, secondo gli investigatori, incide sull’affidabilità delle procedure pubbliche e può avere ricadute dirette sulla sicurezza della circolazione, perché consente di ottenere un titolo di guida senza una reale verifica delle competenze teoriche richieste.

Per tutte le persone coinvolte resta ferma la presunzione di innocenza. La responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento e, allo stato, l’indagine è ancora sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.