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Electrolux, la Regione chiede lo stop al piano vendita

26/05/2026

Electrolux, la Regione chiede lo stop al piano vendita

La Regione Friuli Venezia Giulia chiede a Electrolux di ritirare il piano annunciato e di sospendere ogni ipotesi collegata a una possibile cessione societaria, compresa la vendita a Midea o ad altri soggetti. La posizione è stata espressa oggi a Roma, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, durante il tavolo nazionale dedicato alla crisi del gruppo e agli stabilimenti coinvolti, tra cui il sito produttivo di Porcia.

Rosolen: “Questione nazionale, non competizione tra territori”

Al confronto al Ministero ha partecipato l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, mentre la posizione della Giunta è stata condivisa anche dall’assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini. La richiesta della Regione è netta: prima di aprire una discussione sul futuro industriale degli stabilimenti, l’azienda deve fare un passo indietro rispetto al piano presentato.

Secondo Rosolen, la vertenza Electrolux non può essere trattata come una crisi temporanea o soltanto economica. Per la Regione riguarda il futuro del manifatturiero del Nordest e, più in generale, una parte strategica dell’industria italiana. L’assessore ha richiamato anche la necessità di mantenere una posizione unitaria tra le Regioni interessate, evitando che la crisi venga trasformata in una competizione tra territori per salvare singoli siti produttivi.

Il caso di Porcia, in provincia di Pordenone, rientra in un quadro nazionale più ampio. La Regione ritiene che la discussione debba affrontare capacità produttiva, occupazione, filiere, investimenti e prospettive industriali, senza limitarsi alla gestione immediata degli esuberi o alla redistribuzione dei carichi di lavoro.

Il nodo occupazionale: 1.300 lavoratori in meno dal 2022

Durante il tavolo, Rosolen ha richiamato i dati in possesso della Regione: tra il 2022 e il 2026 il gruppo avrebbe registrato una riduzione di circa 1.300 occupati. Un calo avvenuto, secondo l’assessore, senza un confronto adeguato e tale da dimostrare che la situazione non può essere letta come una semplice fase congiunturale.

La Regione collega la crisi Electrolux a un problema di politica industriale che supera i confini aziendali. Pesano la concorrenza internazionale, il quadro geopolitico, le scelte europee sul manifatturiero e la necessità di rafforzare le filiere produttive. Per Rosolen e Bini serve un cambio di metodo nel modo in cui l’Europa e il sistema nazionale affrontano le crisi industriali, perché il rischio è arrivare al prossimo anno con gli stessi problemi e senza soluzioni operative.

Il punto centrale resta la richiesta di separare la riorganizzazione aziendale da qualsiasi ipotesi di vendita. Per la Regione, escludere fin dall’avvio del confronto un collegamento con una cessione a Midea o ad altri gruppi è una condizione necessaria per avviare una trattativa credibile.

Nuovo piano atteso il 15 giugno a Roma

Al termine dell’incontro al Ministero, Electrolux si è impegnata, su richiesta del ministro Adolfo Urso, a presentare un nuovo piano industriale. Il documento sarà illustrato nel prossimo tavolo, fissato per il 15 giugno a Roma.

Nel frattempo, secondo quanto riferito dalla Regione, l’azienda sospenderà ogni iniziativa unilaterale. La scelta viene considerata un primo passaggio utile per riaprire il confronto, ma non ancora sufficiente a sciogliere i nodi principali della vertenza.

Per il Friuli Venezia Giulia, la partita riguarda la tenuta produttiva di Porcia e il ruolo del comparto industriale nel Nordest. La richiesta degli assessori Rosolen e Bini è che il nuovo piano affronti la crisi con una prospettiva industriale chiara, capace di garantire stabilità occupazionale, investimenti e continuità produttiva, senza lasciare i territori in attesa di decisioni già prese altrove.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to