Passo Monte Croce Carnico, riapertura da metà maggio sulla SS52bis
24/04/2026
Il Passo di Monte Croce Carnico si avvia verso la riapertura dopo la lunga interruzione causata dalla frana del 2023. Il ritorno alla circolazione sulla SS52bis, secondo quanto emerso oggi in IV Commissione consiliare a Trieste, è previsto da metà maggio con una prima fase caratterizzata da alcune limitazioni, mentre da giugno dovrebbe arrivare il ripristino completo del collegamento senza restrizioni.
Prima riapertura con limiti ai mezzi e senso unico alternato
A fare il punto è stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, intervenuta durante l’audizione dedicata alla situazione della viabilità e alle prospettive future del valico. La riapertura iniziale, ha spiegato, sarà accompagnata da misure temporanee di prudenza: per alcune settimane il transito sarà consentito ai veicoli fino a 7,5 tonnellate e in un tratto si procederà con senso unico alternato, sorvegliato da un sistema di monitoraggio costante.
Il quadro è stato condiviso anche dai tecnici di Anas presenti in Commissione. L’obiettivo è restituire il collegamento già nelle prossime settimane, pur mantenendo un controllo serrato in una fase ancora delicata. Da giugno, invece, è attesa la piena riapertura del passo, senza le limitazioni previste nella fase iniziale.
Nel corso dell’audizione è stato chiarito che gli interventi eseguiti non si esauriscono nel ripristino della viabilità interrotta. Il cantiere ha infatti affrontato anche il tema della protezione del tratto montano con opere pensate per elevare il livello di sicurezza rispetto alla situazione precedente al distacco franoso.
Lavori in corso: gallerie paramassi più lunghe e nuove reti
Tra le opere realizzate figurano l’allungamento delle gallerie paramassi e l’installazione di reti di contenimento di nuova generazione per trattenere il materiale roccioso. Si tratta di soluzioni tecniche considerate tra le più avanzate oggi disponibili per un’arteria esposta a criticità geologiche che hanno pesato in modo rilevante sulla viabilità della Carnia e sui collegamenti transfrontalieri con l’Austria.
L’assessore ha rivendicato il lavoro di raccordo svolto dalla Regione, pur trattandosi di una strada di competenza Anas. Il Friuli Venezia Giulia, è stato ricordato in Commissione, ha seguito l’intera vicenda mantenendo il confronto con la Carinzia e con gli enti coinvolti, nel tentativo di accelerare il ritorno in sicurezza della circolazione su un’infrastruttura ritenuta strategica per il territorio.
Il confronto con la Carinzia e le ipotesi sul tracciato futuro
Accanto al cantiere in fase di completamento, resta aperto il dossier della soluzione definitiva. La sistemazione attuale viene considerata un passaggio rilevante, ma non il punto d’arrivo. Proprio su questo terreno si è sviluppato il lavoro congiunto tra Friuli Venezia Giulia e Land Carinzia, organizzato su due piani distinti: uno tecnico e uno politico-istituzionale.
I gruppi di lavoro hanno preso in esame tre possibili scenari progettuali: galleria di base, galleria di valico e variante all’attuale tracciato. Per ciascuna opzione sono stati valutati vantaggi, criticità, impatti e sostenibilità complessiva. L’ultimo confronto formale risale al novembre scorso a Tolmezzo, nell’ambito del tavolo bilaterale istituito con il vicegovernatore della Carinzia Martin Gruber.
La Regione ha già trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la propria valutazione tecnica, indicando nella galleria di valico la scelta ritenuta preferibile, seguita dalla variante al tracciato esistente. La decisione finale, però, non spetta all’amministrazione regionale: sarà assunta da Anas e dal Ministero, in un contesto che coinvolge anche l’Austria e che assegna al collegamento un rilievo chiaramente transfrontaliero.
Durante la seduta della Commissione sono stati ascoltati anche amministratori locali, rappresentanze territoriali, categorie economiche, ambientalisti, tecnici, studiosi e comitati. Tra gli auditi, il sindaco di Paluzza e il presidente della Comunità montana della Carnia. Un confronto ampio, che riflette il peso della SS52bis per la mobilità dell’area montana, per i rapporti con la Carinzia e per l’equilibrio tra accessibilità, sicurezza e tutela del territorio.
Nel dibattito è stato inoltre ribadito che l’assetto futuro della viabilità dovrà escludere un aumento del traffico pesante e tenere insieme valutazioni ambientali, impatti socio-economici e sicurezza stradale. La riapertura di metà maggio rappresenta così il primo passo concreto verso il ritorno alla normalità sul passo, mentre sul tavolo resta la partita più complessa: individuare una soluzione stabile per uno dei collegamenti più delicati dell’arco alpino orientale.
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