Friuli Venezia Giulia, Callari: AI da governare senza discriminazioni
05/06/2026
L’intelligenza artificiale può rappresentare una grande occasione di innovazione per pubblica amministrazione, imprese e cittadini, ma deve essere governata con regole chiare, responsabilità pubblica e attenzione ai diritti fondamentali. È il messaggio portato dall’assessore regionale del Friuli Venezia Giulia al Patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi, Sebastiano Callari, intervenuto a Firenze alla prima giornata di Toscana Digitale, evento dedicato all’utilizzo delle tecnologie digitali nella Pubblica amministrazione.
Callari: algoritmi trasparenti e diritti al centro
Nel suo intervento, Callari ha sottolineato che l’intelligenza artificiale deve essere accompagnata da un forte presidio pubblico. Secondo l’assessore, le nuove tecnologie non possono essere lasciate a uno sviluppo privo di controllo, soprattutto quando entrano nei processi decisionali, nei servizi pubblici o nella gestione dei dati dei cittadini.
Il punto centrale riguarda il rischio che gli algoritmi producano discriminazioni o compromettano diritti fondamentali. Per questo, ha evidenziato Callari, serve una visione capace di mettere al centro la persona e di costruire modelli aperti, verificabili e trasparenti. L’obiettivo è fare in modo che l’intelligenza artificiale sia realmente al servizio dei cittadini e non diventi uno strumento opaco nelle mani di pochi soggetti.
Il Friuli Venezia Giulia è stato presentato come una best practice digitale della Pubblica amministrazione, all’interno della tavola rotonda dedicata alle competenze necessarie per affrontare le sfide tecnologiche. Al confronto hanno partecipato anche Alberto Lenzi, assessore all’Innovazione digitale della Regione Toscana, e Laura Sparavigna, assessore all’Innovazione del Comune di Firenze.
Competenze digitali per cittadini, giovani e fasce fragili
Per Callari, la prima sfida resta quella delle competenze. La trasformazione digitale, ha spiegato, deve essere accompagnata da percorsi di formazione e supporto capaci di non lasciare indietro nessuno. In Friuli Venezia Giulia la Regione ha investito nella formazione dei cittadini, con particolare attenzione alle persone più fragili, utilizzando risorse del Pnrr e del Fondo innovazione.
L’impegno proseguirà fino al 2028, perché il bisogno di accompagnamento non riguarda soltanto gli anziani. Anche molti giovani, pur essendo considerati nativi digitali, hanno bisogno di strumenti per utilizzare in modo consapevole le tecnologie, comprenderne i rischi e muoversi in un ambiente digitale sempre più complesso.
La formazione diventa quindi parte integrante della politica di innovazione. Non basta introdurre piattaforme, servizi online o applicazioni basate su intelligenza artificiale: occorre creare le condizioni perché cittadini, lavoratori e imprese possano usarli con consapevolezza, sicurezza e autonomia.
PA integrata, connettività e progetto 5G a Porto Vecchio
L’assessore ha illustrato anche il modello regionale di innovazione della Pubblica amministrazione. Il Friuli Venezia Giulia ha costruito un Sistema informativo integrato regionale, che coinvolge gran parte della pubblica amministrazione locale e garantisce l’interoperabilità dei servizi attraverso Insiel. Questo consente di sviluppare strumenti condivisi e di offrire servizi più efficienti a cittadini e imprese.
Un altro tema centrale è quello delle infrastrutture digitali. Per assicurare servizi moderni servono connessioni affidabili e diffuse, soprattutto nelle aree fragili e a bassa densità abitativa. Attraverso la Rete pubblica regionale sono stati interconnessi enti locali, scuole, ospedali e distretti sanitari, mentre la Regione continua a investire per migliorare copertura mobile e connettività del territorio.
Particolare attenzione è stata riservata anche ai progetti avviati a Trieste, nell’area di Porto Vecchio. Qui la Regione sta lavorando a un ecosistema dell’innovazione che unisce rigenerazione urbana, ricerca, formazione e tecnologie emergenti. Con il progetto Pv5G sarà potenziata la copertura 5G Stand Alone, grazie a un investimento di 3,4 milioni di euro, e nascerà un Centro didattico digitale diffuso per la formazione immersiva e la sperimentazione tecnologica da parte del sistema pubblico e delle imprese.
Sovranità digitale, dati pubblici e sicurezza informatica
Callari ha richiamato anche il tema della sovranità digitale. Per l’assessore, l’Europa e le istituzioni devono essere protagoniste nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, evitando che dati e processi decisionali siano concentrati nelle mani di pochi grandi operatori privati.
La sfida, ha spiegato, è valorizzare il patrimonio informativo pubblico senza rinunciare a trasparenza, controllo democratico e tutela della privacy. In questo quadro rientra anche l’impegno regionale sulla cyber security, con il progetto di federare i centri dati regionali per rafforzare la protezione dei dati, della privacy e dei diritti dei cittadini.
La Regione Friuli Venezia Giulia è stata protagonista anche di una seconda sessione dedicata all’evoluzione delle competenze richieste dall’intelligenza artificiale e al ruolo che le istituzioni possono svolgere per proteggere diritti fondamentali, cittadini e lavoratori nel rapporto con algoritmi e mondo digitale.
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