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Vinitaly, Zannier rilancia il ruolo delle Città del Vino per promuovere il Friuli Venezia Giulia

14/04/2026

Vinitaly, Zannier rilancia il ruolo delle Città del Vino per promuovere il Friuli Venezia Giulia

Il vino come espressione di un territorio, ma anche come leva concreta per rafforzarne identità, attrattività e capacità economica. È lungo questa direttrice che si è sviluppato l’intervento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, intervenuto a Verona in occasione della presentazione dell’attività 2026 del coordinamento regionale delle Città del Vino, ospitata nello stand della Regione al Vinitaly.

Il messaggio emerso con maggiore chiarezza riguarda la necessità di mettere in connessione strumenti, iniziative e soggetti che già operano sul territorio, per costruire una promozione più coerente e incisiva. Nella lettura proposta da Zannier, il valore del vino non può essere considerato separatamente dal contesto che lo produce: paesaggio, cultura, tradizioni e capacità imprenditoriale concorrono insieme a definire la forza di un sistema che il Friuli Venezia Giulia intende presentare in modo sempre più unitario e riconoscibile.

Export in crescita e centralità del mercato di prossimità

Nel corso dell’incontro, l’assessore ha richiamato un dato particolarmente significativo per il comparto regionale: nell’ultimo anno l’export del vino del Friuli Venezia Giulia ha fatto registrare un incremento dell’8,3%, in netta controtendenza rispetto alla media nazionale, indicata in calo del 3%. Un segnale rilevante, che conferma la competitività delle produzioni regionali sui mercati esteri e la capacità del sistema vitivinicolo locale di mantenere una posizione solida in uno scenario non privo di difficoltà.

Allo stesso tempo, Zannier ha invitato a leggere quel dato senza fermarsi alla sua dimensione più immediatamente positiva. La quota esportata rappresenta infatti circa il 20% della produzione complessiva, mentre il resto viene collocato sul mercato nazionale o di prossimità, dove i tendenziali non risultano sempre favorevoli. È proprio qui che la rete delle Città del Vino, secondo la Regione, può svolgere una funzione decisiva: intercettare il turista attratto dall’offerta enogastronomica, culturale e ambientale e trasformare quell’interesse in acquisto diretto, relazione con il territorio e valore economico immediato per le aziende.

Il vino come esperienza e racconto del territorio

La riflessione proposta dall’assessore si muove dentro un’idea precisa di sviluppo. Chi arriva in Friuli Venezia Giulia non cerca soltanto un prodotto da degustare, ma una storia da conoscere, un contesto da attraversare, una specificità da riconoscere. Per questo, ha osservato Zannier, più le aziende agricole saranno in grado di dotarsi di capacità ricettiva, di spazi per la somministrazione e di percorsi di degustazione, maggiore sarà la loro possibilità di collocare il vino sul mercato più vicino, con un vantaggio evidente anche sul piano finanziario: nella vendita diretta, la liquidità è contestuale all’acquisto, mentre nelle filiere più tradizionali il pagamento può arrivare in tempi molto più lunghi.

È un passaggio importante, perché lega il tema della promozione a quello della sostenibilità economica delle imprese. Il turismo enogastronomico, in questa prospettiva, non viene trattato come un fenomeno accessorio, ma come uno strumento capace di consolidare il rapporto tra produzione agricola, ospitalità e mercato locale. La rete delle Città del Vino, forte di 43 Comuni aderenti e 7 Pro Loco, si inserisce esattamente in questo spazio, rafforzando il dialogo tra amministrazioni, aziende e comunità.

Gli appuntamenti del 2026 tra degustazioni e identità agricola

Nel corso della presentazione, il vicepresidente nazionale e coordinatore regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, Tiziano Venturini, ha illustrato alcune delle iniziative che accompagneranno il 2026. Tra queste spicca il progetto “Le Grandi Verticali delle Città del Vino”, che abbina i vini regionali alle specialità locali, con una prossima tappa già fissata per il 23 aprile a San Quirino. Sul fronte estivo, torna invece “Le Notti del Vino”, rassegna diffusa da giugno a settembre e pensata per valorizzare in modo capillare i territori e le produzioni.

Insieme al sindaco di Aquileia Emanuele Zorino è stata inoltre annunciata la seconda edizione del progetto “Gli itinerari dell’Identità agricola collettiva”, in programma dal 25 al 27 settembre nella città patriarcale. Un calendario che conferma la volontà di trasformare il vino in un punto di accesso privilegiato alla conoscenza del territorio, mettendo in rete eventi, amministrazioni e produzioni in una logica di valorizzazione diffusa.

Al Vinitaly, dunque, il Friuli Venezia Giulia ha scelto di raccontarsi attraverso una formula che tiene insieme qualità produttiva e costruzione dell’esperienza. La rete delle Città del Vino diventa così uno strumento concreto per dare continuità a questa strategia, rafforzando la connessione tra eccellenza enologica, identità locale e capacità di attrarre visitatori in cerca di autenticità.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.