Udine rafforza la rete contro la violenza di genere con nuovi strumenti e una collaborazione con l’Università
26/03/2026
Il Comune di Udine rilancia il proprio impegno nelle azioni di prevenzione e contrasto alla violenza di genere con un insieme di iniziative che intervengono su più piani: comunicazione, accessibilità ai servizi, sensibilizzazione e collaborazione istituzionale. Il percorso presentato in questi giorni mette al centro il rafforzamento della rete di sostegno alle donne, con l’obiettivo di rendere più chiari gli strumenti disponibili, più riconoscibile il presidio di riferimento e più capillare la diffusione delle informazioni sul territorio. Al centro di questo lavoro c’è Zero Tolerance, servizio fondato nel 1998 e da anni punto di riferimento cittadino nell’accoglienza e nell’accompagnamento delle donne che vivono situazioni di violenza. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
La novità più visibile riguarda proprio l’identità del servizio. Per la prima volta dalla sua nascita, Zero Tolerance adotta una nuova immagine coordinata e un nuovo logo, pensati per restituire con maggiore immediatezza il senso del lavoro svolto quotidianamente: ascoltare, accogliere, sostenere senza giudicare, offrendo un percorso di uscita dalla violenza e di ricostruzione personale. La scelta di rinnovare l’impianto visivo non ha soltanto un valore estetico, ma rappresenta una precisa presa di posizione culturale e comunicativa, perché anche il modo in cui un servizio si presenta può contribuire a far sentire una donna meno sola nel momento in cui decide di chiedere aiuto. :contentReference[oaicite:3]{index=3}
Un nuovo volto per Zero Tolerance e materiali più chiari per le donne
Il nuovo segno grafico, realizzato da Officina 3AM, raffigura una donna dal volto disteso, con uno chignon che richiama la forma di un fiore in boccio. L’immagine vuole evocare insieme la cura delle ferite, fisiche e interiori, e la possibilità di una rinascita. È una scelta che prova a tenere insieme delicatezza e forza, evitando simbolismi astratti e cercando invece una rappresentazione immediatamente leggibile, capace di trasmettere accoglienza e fiducia. Nelle parole dell’assessora Arianna Facchini, il nuovo logo nasce proprio dall’esigenza di rendere ancora più evidente il senso del lavoro che il servizio svolge ogni giorno accanto alle donne. :contentReference[oaicite:4]{index=4}
Accanto al rinnovamento dell’identità visiva, il Comune ha presentato anche nuovi materiali informativi e di sensibilizzazione, sempre curati da Officina 3AM. Si tratta di un volantino e di un libretto che illustrano i servizi di Zero Tolerance e offrono indicazioni utili per riconoscere le situazioni di violenza, sia quando riguardano direttamente sé stesse sia quando coinvolgono persone vicine. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il linguaggio scelto: i contenuti sono stati costruiti per evitare ogni forma di colpevolizzazione e per trasmettere invece vicinanza, ascolto e possibilità concreta di accesso all’aiuto. Non è un dettaglio secondario, perché proprio il linguaggio, in questi contesti, può diventare una soglia che avvicina oppure allontana. :contentReference[oaicite:5]{index=5}
I materiali sono stati inoltre tradotti in inglese, francese e arabo, le lingue maggiormente presenti tra l’utenza del servizio. La scelta segnala la volontà di non lasciare ai margini chi, oltre alla violenza, può trovarsi a fronteggiare anche barriere linguistiche e difficoltà di accesso alle informazioni. La distribuzione è già partita in diversi punti della città, tra cui ospedale, farmacie e sedi circoscrizionali, così da ampliare il più possibile la possibilità di intercettare bisogni che spesso restano sommersi. :contentReference[oaicite:6]{index=6}
La guida ai servizi e una visione ampia del benessere femminile
Tra gli strumenti presentati figura anche la brochure “Prendersi cura di sé. Guida ai servizi per la salute contro discriminazione e violenza”, pensata principalmente per la salute delle donne e dedicata alla mappatura dei servizi presenti nel territorio comunale. Al suo interno trovano spazio i centri antiviolenza, i consultori, lo sportello antimobbing, il CAD e la Casa delle Donne. Il lavoro nasce dalla ricognizione svolta dal tavolo Salute della Commissione Pari Opportunità comunale e restituisce una fotografia utile delle risorse esistenti, con l’intento di semplificare l’orientamento tra servizi che, per chi si trova in una situazione di difficoltà, possono apparire dispersi o poco conoscibili. :contentReference[oaicite:7]{index=7}
Colpisce, in questa impostazione, la scelta di adottare una nozione di salute che non coincide soltanto con l’accesso a prestazioni sanitarie. La presenza della Casa delle Donne nella guida risponde infatti a un’idea più estesa di benessere, che comprende relazioni, ascolto, socialità, possibilità di confronto e spazi di sostegno reciproco. È una prospettiva importante, perché riconosce che il contrasto alla violenza passa anche dalla costruzione di contesti in cui una donna possa ritrovare autonomia, fiducia e legami. La prevenzione, in questo senso, non è separata dall’accoglienza: comincia anche dalla creazione di luoghi in cui la solitudine non diventi isolamento. :contentReference[oaicite:8]{index=8}
La convenzione con l’Università di Udine rafforza la rete istituzionale
Il terzo asse di questo percorso riguarda la firma di una convenzione con l’Università di Udine, finalizzata a costruire una collaborazione stabile per la promozione delle pari opportunità e per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere e di ogni forma di discriminazione. L’accordo prevede attività condivise come corsi di formazione, seminari, laboratori e iniziative pubbliche di sensibilizzazione, con il coinvolgimento di esperti, docenti e ricercatori del Comune e dell’ateneo friulano. È un passaggio che amplia la portata dell’intervento, perché collega il lavoro dei servizi al mondo della formazione, della ricerca e della divulgazione pubblica. :contentReference[oaicite:9]{index=9}
Secondo l’assessora Facchini, il contrasto alla violenza di genere richiede infatti un lavoro costante e condiviso tra istituzioni, servizi e territorio. La convenzione con l’Università si aggiunge al protocollo già attivo con la Prefettura e consolida una rete interistituzionale che prova a tenere insieme prevenzione, formazione e sostegno. È un punto rilevante, perché la violenza non si contrasta soltanto intervenendo sulle emergenze, ma anche costruendo conoscenza, competenze diffuse e capacità di lettura dei segnali che spesso precedono le situazioni più gravi. :contentReference[oaicite:10]{index=10}
I numeri del 2025 raccontano un bisogno concreto e diffuso
I dati relativi al 2025 restituiscono con chiarezza la dimensione del lavoro svolto da Zero Tolerance e, allo stesso tempo, la consistenza del bisogno presente sul territorio. Nel corso dell’anno il centro antiviolenza ha registrato 290 nuovi contatti complessivi e 188 prese in carico, di cui 79 in continuità dal 2024. Sul fronte del sostegno psicologico sono stati effettuati 109 primi colloqui, mentre i servizi di assistenza psicologica erogati sono stati 293; a questi si aggiungono 102 interventi di supporto alla genitorialità, dato che mostra quanto spesso la violenza si intrecci anche alla tutela dei figli e alla necessità di accompagnare le donne nella gestione di percorsi familiari complessi. :contentReference[oaicite:11]{index=11}
L’attività di protezione e accompagnamento ha riguardato 28 nuclei familiari, ospitati nelle strutture di emergenza e nelle Case Rifugio comunali. Inoltre, 108 donne sono state supportate nel disbrigo di pratiche burocratiche e amministrative, mentre 14 sono state accompagnate in percorsi di autonomia abitativa e 9 in attività di orientamento al lavoro. Un altro numero merita attenzione: 38 bambine e bambini sono stati ospitati nelle Case Rifugio. È un dato che ricorda quanto la violenza di genere non riguardi mai soltanto la donna che la subisce, ma investa spesso anche i minori, le loro condizioni di vita e i loro equilibri affettivi. :contentReference[oaicite:12]{index=12}
Accanto all’accoglienza, il servizio ha continuato a lavorare sul versante della prevenzione, con 15 attività rivolte alle studentesse e agli studenti e numerosi incontri e iniziative formative dedicate alla cittadinanza e agli operatori della rete territoriale. È un lavoro meno visibile rispetto all’emergenza, ma altrettanto decisivo. La scelta del Comune di Udine di investire contemporaneamente su immagine, informazione, collaborazione istituzionale e potenziamento della rete restituisce l’idea di una politica che prova a intervenire non su un solo livello, ma sull’intero ecosistema che può rendere più efficace il contrasto alla violenza di genere. E proprio in questa capacità di tenere insieme ascolto, strumenti e alleanze si misura la solidità di un servizio pubblico. :contentReference[oaicite:13]{index=13}
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.