Udine accelera sul verde: nel 2026 oltre 700 nuovi alberi e un Piano che cambia metodo
02/03/2026
A Udine il piano di piantumazioni 2026 è entrato nella fase operativa con numeri che, per una città di queste dimensioni, segnano un cambio di passo: nelle prossime settimane il Comune supererà quota 700 nuovi alberi messi a dimora, rafforzando l’infrastruttura verde urbana e puntando a un obiettivo dichiarato, quello di rendere la città più attrezzata contro gli effetti del cambiamento climatico. Il dato più interessante non è soltanto la quantità, ma la regia complessiva: le nuove alberature sono distribuite su più quartieri e si innestano in interventi di riqualificazione che, in alcuni casi, correggono errori strutturali del passato, come marciapiedi troppo impermeabili o spazi di attecchimento insufficienti.
L’avvio è già visibile nell’area dello stadio Friuli, dove sono stati piantati 300 alberi, una delle zone che vedrà il maggior incremento di copertura arborea. A questo primo blocco si aggiungeranno, nelle prossime settimane, quasi 400 nuovi esemplari, con una geografia degli interventi che tocca assi viari, parcheggi, aree in trasformazione e spazi pubblici a forte frequentazione.
Le piantumazioni quartiere per quartiere: dove cresce la copertura arborea
Tra i cantieri più attesi figura via Bernardinis: circa cento nuovi alberi sostituiranno gli esemplari rimossi oltre un anno fa perché morti o gravemente malati. Qui il Comune ha scelto una sequenza logica che spesso fa la differenza tra un intervento “di facciata” e uno destinato a durare. Prima della ripiantumazione è stata realizzata una riqualificazione con depavimentazione dei marciapiedi, in modo da garantire ai nuovi alberi un’adeguata superficie di innesto e ridurre i problemi che in passato erano stati causati dall’interazione tra radici e infrastrutture. L’operazione, inoltre, si lega a una riqualificazione più ampia dell’asse viario: conclusi in primavera i lavori sui sottoservizi idrici a cura di Cafc, è previsto anche un intervento di asfaltatura, con l’obiettivo di restituire continuità paesaggistica e qualità ambientale a un collegamento strategico della zona nord.
In via Sabbadini, dove ha sede il Museo Friulano di Storia Naturale, sono già stati piantati 50 alberi al posto delle siepi precedenti: una scelta che cambia la percezione dello spazio e, se accompagnata da gestione corretta, può migliorare ombreggiamento e comfort estivo. Intervento rilevante anche nel parcheggio di via Chiusaforte, che accoglierà 70 nuovi alberi. Sono previsti ulteriori inserimenti puntuali: 11 esemplari in via Ciconi, 12 in via Marangoni, una decina lungo viale Ledra, oltre a circa sessanta alberature distribuite tra via Volpe, via Micesio, via di Toppo, via San Daniele, via Angeli, via Gino Pieri, via Dormisch e via Malborghetto.
A questo pacchetto si sommeranno circa 75 alberi nell’area dell’ex caserma Osoppo, destinata a una profonda riqualificazione che porterà alla creazione di un nuovo parco urbano, in connessione con il futuro polo dell’infanzia di via Adige: un progetto che, oltre al verde, promette spazi di socialità e un ridisegno di un comparto considerato strategico.
Dal numero degli alberi al “come”: il Piano del Verde e la città come infrastruttura ecologica
L’assessore al Verde pubblico Ivano Marchiol ricorda che queste 700 nuove piantumazioni si aggiungono alle 1.300 realizzate nei due anni precedenti. Il punto, nelle sue parole, è duplice: incremento del benessere urbano e capacità di assorbimento della CO₂, mitigazione delle isole di calore, rafforzamento della biodiversità. Dal 2025 è inoltre attiva una mappa online del verde, realizzata dal Servizio Verde del Comune, che consente di vedere dove sono stati piantati i nuovi alberi, di che specie sono e di consultarne le fotografie: un modo per rendere trasparente il lavoro pubblico e, allo stesso tempo, coinvolgere i cittadini in un monitoraggio diffuso.
La cornice che tiene insieme gli interventi è il Piano del Verde, formalizzato nelle scorse settimane: Udine è la prima città capoluogo del Friuli Venezia Giulia a dotarsi di questo strumento strategico. Il documento – definito “Piano Zero del Verde” – parte da una ricognizione dell’intero patrimonio cittadino, ma soprattutto imposta una pianificazione gestionale: il verde non come ornamento, bensì come infrastruttura capace di garantire servizi misurabili e continui.
Cinque le direttrici: forestazione urbana (censimento, monitoraggio sanitario, gestione del rischio e nuove piantumazioni programmate); biodiversità (specie autoctone e resistenti, tutela degli impollinatori, contrasto alle invasive, rinaturalizzazione di aree urbane); connessione tra spazi verdi con infrastrutture ecologiche e parchi lineari integrati alla mobilità sostenibile; accessibilità e sicurezza (barriere architettoniche, aree gioco, spazi sportivi all’aperto); riconoscimento del verde come valore economico e sociale, capace di generare attrattività e benefici ambientali ed energetici.
Marchiol sottolinea l’impianto operativo: cinque linee strategiche e 24 azioni su orizzonti diversi, con risorse interne o esterne e investimenti differenziati. Il sistema di valutazione prevede 70 indicatori quantitativi e qualitativi, più 11 indicatori gestionali ed economici, con la possibilità di rimodulare gli strumenti in base ai risultati. È qui che si gioca la credibilità del piano: nella manutenzione, nella scelta delle specie, nella sopravvivenza degli alberi, nella capacità di trasformare la promessa di una città più ombreggiata e vivibile in un cambiamento percepibile, anno dopo anno, strada dopo strada.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.