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Trieste, riapre Casa Capon a Opicina: nuovi alloggi sociali, foresteria e spazi per la comunità

31/03/2026

Trieste, riapre Casa Capon a Opicina: nuovi alloggi sociali, foresteria e spazi per la comunità

È stata restituita alla cittadinanza, dopo un articolato intervento di riqualificazione, la struttura comunale “Mario Capon” di via Sant’Isidoro 13, a Opicina. L’inaugurazione ha visto la partecipazione del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e degli assessori Massimo Tognolli, Elisa Lodi ed Everest Bertoli, a testimonianza del valore che il Comune attribuisce a un progetto destinato a incidere su più livelli: sociale, abitativo, territoriale e relazionale.

La riapertura dell’edificio segna il ritorno alla piena funzionalità di uno spazio pubblico che oggi si presenta con una nuova identità, costruita attorno a una vocazione polivalente. Non si tratta soltanto del recupero di un immobile, ma della definizione di un presidio civico pensato per rispondere a bisogni differenti, dalla socializzazione all’accoglienza, fino al sostegno abitativo per persone fragili. Il sindaco Dipiazza ha parlato di una “bella giornata” per la città, rimarcando il lavoro di squadra che ha consentito di arrivare al risultato.

Un centro pensato per combattere l’isolamento sociale

Una delle funzioni più significative della nuova Casa Capon riguarda la dimensione comunitaria. Come spiegato dall’assessore alle Politiche Sociali Massimo Tognolli, il complesso sarà dedicato all’aggregazione delle persone anziane, alle associazioni di Opicina e, più in generale, al territorio, con l’obiettivo di favorire relazioni e partecipazione. In un contesto nel quale la solitudine rappresenta una delle fragilità più diffuse e trasversali, la creazione di luoghi accessibili e vissuti acquista un valore che va oltre l’aspetto urbanistico.

Il piano terra ospiterà infatti la sede operativa del progetto Habitat Microarea di Villa Carsia. Gli spazi saranno utilizzati per coinvolgere la comunità locale e i soggetti del territorio in attività di socializzazione sviluppate secondo una prospettiva intergenerazionale. L’idea è quella di fare della struttura un punto di riferimento stabile, capace di mettere in relazione fasce d’età diverse e di consolidare reti di prossimità spesso decisive nella prevenzione del disagio sociale.

Alloggi PNRR e risposta all’emergenza abitativa

Accanto alla funzione aggregativa, Casa Capon assume un ruolo concreto nell’ambito delle politiche abitative. Al primo piano, grazie a un intervento finanziato con 700 mila euro di fondi PNRR, sono stati ricavati tre alloggi destinati a progetti di Housing First e Housing Led. Si tratta di soluzioni rivolte a persone in emergenza abitativa seguite dal Servizio Sociale Comunale, con una capacità di accoglienza stimata tra le 8 e le 10 persone.

L’assessore Elisa Lodi ha evidenziato il lavoro complessivo realizzato sull’edificio, che ha riguardato anche la sistemazione della fognatura e l’adeguamento strutturale, fino alla restituzione di uno spazio a norma e privo di barriere architettoniche. Il valore dell’intervento, sotto questo profilo, sta nella capacità di coniugare riuso del patrimonio pubblico, fondi nazionali e finalità sociali, evitando che il recupero dell’immobile resti un’operazione soltanto edilizia.

Foresteria e accoglienza dignitosa per le persone più vulnerabili

Il secondo piano dell’edificio è stato riconvertito in una foresteria composta da sette camere con bagno, oltre a lavanderia e zona ristoro. La struttura è stata progettata per offrire un’accoglienza dignitosa a persone senza dimora in condizioni di particolare vulnerabilità o affette da patologie croniche, allargando così il raggio d’azione del sistema cittadino dei servizi.

Si tratta di una destinazione che risponde a una necessità concreta: non limitarsi all’assistenza emergenziale, ma costruire luoghi nei quali la permanenza possa avvenire in condizioni rispettose della persona, con servizi adeguati e accompagnamento educativo. Proprio questo elemento rappresenta uno dei cardini dell’intero progetto: sia gli ospiti degli alloggi sia quelli della foresteria saranno affiancati da un’équipe educativa, chiamata a sostenere percorsi individuali di autonomia e stabilizzazione.

La coprogettazione con il Terzo Settore per il biennio 2026-2027

La gestione del primo e del secondo piano rientra in una coprogettazione con gli Enti del Terzo Settore per il biennio 2026-2027. Il Servizio Sociale del Comune di Trieste lavorerà insieme a un’Associazione Temporanea di Scopo composta da Fondazione Diocesana Caritas Trieste Onlus, Comunità di San Martino al Campo, La Quercia Società Cooperativa Sociale, Lybra Società Cooperativa Sociale Onlus e Fondazione International Rescue Committee Italia ETS.

La presenza di una rete così articolata restituisce la misura di un progetto che richiede competenze diverse e continuità operativa. Alla conferenza stampa ha preso parte anche il presidente di Ater Trieste, Daniele Mosetti, che ha annunciato la volontà di trasferire all’interno di Casa Capon l’ufficio di Portierato Sociale ATER Trieste oggi collocato in via San Mauro. Un passaggio che, se concretizzato, rafforzerebbe ulteriormente il profilo della struttura come punto di raccordo tra servizi, territorio e bisogni sociali. A Opicina prende forma così uno spazio che mette insieme welfare locale, rigenerazione urbana e presidio comunitario, con una funzione pubblica destinata a lasciare un segno concreto nella vita quotidiana del quartiere.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to