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Trieste, chiuso per 15 giorni un locale in via delle Settefontane per motivi di ordine pubblico

22/03/2026

Trieste, chiuso per 15 giorni un locale in via delle Settefontane per motivi di ordine pubblico

Un provvedimento amministrativo severo, adottato per interrompere una situazione ritenuta non più compatibile con le esigenze di sicurezza del quartiere, ha colpito un pubblico esercizio di via delle Settefontane, a Trieste. Il Questore ha disposto la chiusura del locale per quindici giorni ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, con conseguente sospensione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande.

La misura, notificata ai gestori nella serata del 20 marzo dai militari del Comando Provinciale dei Carabinieri insieme al personale della Questura, arriva al termine di una serie di accertamenti e controlli che hanno delineato un quadro giudicato problematico sotto il profilo dell’ordine pubblico. Secondo quanto emerso, il locale sarebbe da tempo divenuto punto di ritrovo abituale di persone con precedenti segnalazioni di polizia, frequentatori che avrebbero dato origine a comportamenti tali da alimentare tensioni, disagi e preoccupazione tra i residenti.

Le ragioni del provvedimento del Questore

Alla base della decisione vi sono gli elementi raccolti nel corso dell’attività di controllo svolta congiuntamente da Questura e Arma dei Carabinieri. Gli accertamenti avrebbero evidenziato una presenza costante, all’interno e nei pressi dell’esercizio, di soggetti dediti a consumo eccessivo di alcol e all’uso di sostanze stupefacenti, in un contesto che avrebbe favorito condizioni di pericolo e degrado.

Le segnalazioni dei residenti hanno avuto un peso rilevante. Chi vive nell’area avrebbe lamentato schiamazzi, disturbo alla quiete pubblica e situazioni di forte disagio. A questo si aggiunge che il locale sarebbe stato oggetto di numerosi interventi delle forze dell’ordine per liti e aggressioni, consolidando la percezione di un luogo critico per la sicurezza urbana.

Il ricorso all’articolo 100 del Tulps risponde proprio a questa esigenza: consentire all’autorità di intervenire quando un esercizio pubblico finisca per costituire un pericolo concreto per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Non si tratta di una misura formale, ma di uno strumento che mira a interrompere immediatamente situazioni incompatibili con la vivibilità del territorio.

Un segnale rivolto ai luoghi considerati più sensibili

Nel motivare il provvedimento, il Questore ha richiamato la necessità di adottare correttivi urgenti e adeguati per contrastare fenomeni capaci di generare forte allarme sociale. La sospensione temporanea dell’attività serve a impedire che il locale continui a rappresentare un punto di aggregazione problematico e un fattore di instabilità per l’area.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di vigilanza sulle zone urbane a rischio. La Polizia di Stato, insieme all’Arma dei Carabinieri e alle altre forze dell’ordine, continuerà a monitorare i luoghi sensibili per garantire sicurezza, vivibilità e tutela dei residenti.

È un messaggio che va oltre il singolo esercizio commerciale: interventi di questo tipo hanno anche una funzione di prevenzione generale, indicando la volontà delle istituzioni di non sottovalutare situazioni di degrado, abuso di alcol, violenza e disturbo della quiete pubblica.

Resta sullo sfondo il principio della tutela dell’ordine pubblico, che non riguarda solo la repressione dei singoli episodi, ma anche la capacità di intervenire preventivamente. Ed è proprio in questa prospettiva che si inserisce la chiusura temporanea disposta a Trieste.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to