Tornano i cartelli trilingui sulla linea Udine-Cividale: segnale di tutela linguistica e identità territoriale
09/03/2026
Nelle stazioni ferroviarie lungo la tratta Udine-Cividale sono tornati i cartelli trilingui, un elemento che negli ultimi mesi era temporaneamente scomparso a causa dei lavori di ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria. La segnaletica era stata rimossa durante gli interventi collegati al passaggio della gestione della linea da FUC – Ferrovie Udine-Cividale a RFI – Rete Ferroviaria Italiana, che secondo quanto previsto dalla normativa subentrerà nella gestione dell’infrastruttura e del servizio ferroviario.
La reinstallazione dei cartelli rappresenta un passaggio significativo per il territorio friulano, perché restituisce visibilità a una componente fondamentale della sua identità culturale e linguistica. Le indicazioni presenti nelle stazioni sono infatti riportate in tre lingue – friulano, italiano e sloveno – e testimoniano la pluralità linguistica che caratterizza storicamente quest’area del Nord-Est.
Un lavoro istituzionale per la tutela del friulano
Il ritorno della segnaletica trilingue è stato accolto con soddisfazione dall’ARLeF, l’Agenzia regionale per la lingua friulana, che ha seguito con attenzione l’evoluzione della vicenda. Il presidente dell’ente, Eros Cisilino, ha sottolineato come il risultato sia frutto di un lavoro istituzionale portato avanti con continuità negli ultimi mesi.
La richiesta formale avanzata dall’agenzia è stata indirizzata direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con l’obiettivo di garantire la salvaguardia della presenza linguistica friulana all’interno della rete ferroviaria locale. Secondo Cisilino, RFI ha accolto rapidamente l’istanza e ha dimostrato disponibilità anche nel valutare nuove soluzioni per il futuro.
La collaborazione tra istituzioni e soggetti coinvolti nella gestione della rete ferroviaria ha quindi consentito di ripristinare un elemento simbolico che, per molti abitanti del territorio, rappresenta molto più di una semplice indicazione logistica.
Lingua, cultura e promozione del territorio
Con la reinstallazione dei cartelli trilingui, la stazione di Cividale del Friuli – insieme alle altre presenti lungo la linea ferroviaria – torna a esprimere in modo visibile la propria identità culturale. La presenza simultanea di friulano, italiano e sloveno racconta la storia di un territorio caratterizzato da un intreccio linguistico e culturale consolidato nel tempo.
La segnaletica assume anche un valore che va oltre la dimensione simbolica. Per chi arriva in Friuli, soprattutto visitatori e turisti, i cartelli rappresentano il primo contatto con la specificità linguistica e culturale della regione. Un dettaglio che contribuisce a rafforzare l’immagine del territorio e a valorizzarne la storia.
In questo senso la scelta di mantenere una segnaletica plurilingue si inserisce anche in una strategia più ampia di promozione territoriale. Elementi apparentemente semplici come i cartelli delle stazioni possono trasformarsi in strumenti di narrazione del territorio, capaci di comunicare immediatamente l’unicità culturale del Friuli.
Un passo in linea con le raccomandazioni europee
Il ripristino dei cartelli trilingui rafforza inoltre le indicazioni formulate dal Consiglio d’Europa in materia di tutela e valorizzazione delle lingue minoritarie. Le raccomandazioni rivolte alle regioni europee incoraggiano infatti politiche concrete per garantire visibilità e riconoscimento alle lingue locali nei servizi pubblici.
Un riferimento importante è la Risoluzione 301 del 2010, che promuove iniziative dedicate alla salvaguardia delle minoranze linguistiche. Proprio in questo contesto, nel 2016, ARLeF e Ferrovie Udine-Cividale avevano firmato un protocollo d’intesa finalizzato alla valorizzazione della lingua friulana all’interno delle infrastrutture ferroviarie della tratta.
La reinstallazione della segnaletica rappresenta quindi un tassello coerente con un percorso già avviato negli anni precedenti. Un segnale concreto che dimostra come la tutela delle lingue minoritarie possa tradursi in azioni visibili e quotidiane, integrate nella vita pubblica e nei servizi destinati ai cittadini.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to