Scuola Caprin di Trieste, riqualificazione da oltre 10 milioni
20/04/2026
La scuola secondaria di primo grado “G. Caprin” di Trieste si prepara a riaprire con un volto rinnovato, al termine di un intervento di riqualificazione che unisce recupero architettonico, messa in sicurezza e adeguamento funzionale. Il progetto riguarda un edificio che occupa un posto preciso nella storia urbana cittadina e nel dibattito architettonico italiano del secondo Novecento: la Caprin, infatti, venne progettata tra il 1968 e il 1972 nell’ambito della ricerca di Aldo Rossi, insieme a Giorgio Grassi, Francesco Tentori e Renzo Agosto, in una stagione che ha lasciato un segno profondo nel modo di intendere il rapporto tra architettura pubblica e città.
Per l’Amministrazione comunale, investire su questo complesso non ha significato soltanto intervenire su una struttura scolastica da aggiornare alle norme vigenti. Il cantiere è stato affrontato anche come un’operazione di valorizzazione culturale, con l’obiettivo di conservare l’identità di un edificio riconoscibile, nato come presidio civile in un quartiere in trasformazione e ancora oggi capace di distinguersi per linguaggio, materiali e qualità spaziale.
Un edificio simbolico per Trieste e per l’architettura italiana
La Caprin conserva tratti che ne fanno un’opera di forte personalità: la struttura introversa, l’impiego della pietra di Aurisina e del calcestruzzo a vista, gli spazi interni distribuiti attorno a ballatoi illuminati da lucernari circolari. Sono elementi che restituiscono con chiarezza l’idea di architettura portata avanti da Aldo Rossi, per il quale l’edificio pubblico doveva avere una funzione urbana prima ancora che puramente tecnica, diventando luogo di identità, riconoscimento e memoria collettiva.
Il valore della scuola, dunque, non si esaurisce nella destinazione didattica. La Caprin appartiene a quella stagione in cui l’architettura scolastica veniva pensata come parte del disegno della città, e non come semplice contenitore. Anche per questo il Comune ha scelto una linea di intervento improntata al rispetto dell’impostazione originaria, sviluppando gli adeguamenti strutturali, impiantistici ed energetici senza compromettere il carattere dell’edificio.
Il cantiere, i finanziamenti e il rispetto delle scadenze
Lo stato di avanzamento dei lavori è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa alla presenza del sindaco Roberto Dipiazza, dell’assessore alle Politiche del Patrimonio Immobiliare e dello Sport Elisa Lodi, dell’assessore alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia Maurizio De Blasio e dei rappresentanti dell’impresa Monticolo&Foti, incaricata dell’intervento.
Il quadro economico complessivo ammonta a 10.397.700 euro. La parte più consistente arriva dalle risorse del PNRR, Missione 4, Componente 1, Investimento 3.3, per 6.200.000 euro, di cui 200.000 euro con fondi propri dell’ente, mentre altri 4.197.700 euro derivano da finanziamento regionale. L’importo dei lavori eseguiti è pari a 8.520.147,06 euro, dato che misura con precisione la portata concreta dell’intervento.
Il primo lotto, finanziato dal PNRR, si è concluso il 31 marzo nel rispetto delle tempistiche previste. È ora in corso il secondo lotto, dedicato a lavorazioni complementari emerse durante la fase esecutiva, quando le verifiche sullo stato reale dell’edificio hanno reso necessario affinare alcune soluzioni tecniche. Le varianti introdotte, è stato precisato, non hanno modificato l’impianto generale del progetto né alterato gli equilibri del finanziamento, ma hanno consentito di migliorare la qualità complessiva dell’opera, soprattutto nelle finiture interne.
Sicurezza strutturale, impianti e riqualificazione energetica
Il cantiere, avviato il 30 novembre 2023, ha richiesto un impegno tecnico rilevante. L’amministratore delegato di Monticolo&Foti, Luca Foti, ha evidenziato la complessità dell’intervento ricordando l’utilizzo di circa 1.600 metri quadrati di serramenti in vetro, quasi 2.000 metri cubi di calcestruzzo e 180 mila chilogrammi di acciaio per l’adeguamento sismico. Numeri che raccontano un’opera di trasformazione profonda, pensata per migliorare la sicurezza e accompagnare l’edificio verso standard più attuali in termini di prestazioni e affidabilità.
Tra gli interventi realizzati figurano l’adeguamento sismico, l’adeguamento alle normative di prevenzione incendi, il rifacimento e la messa a norma degli impianti elettrici e meccanici, oltre alle opere di efficientamento energetico con sostituzione dei serramenti e miglioramento dell’isolamento. L’obiettivo è stato quello di intervenire in modo esteso, affrontando insieme le criticità strutturali, la funzionalità degli spazi e la qualità ambientale interna, così da restituire alla comunità scolastica una sede più sicura, più efficiente e meglio attrezzata per le attività didattiche.
La palestra recuperata e il ritorno degli studenti
Un capitolo particolarmente significativo riguarda il blocco palestra, da tempo segnato da criticità strutturali mai superate in modo definitivo. L’assessore Elisa Lodi ha sottolineato come l’intervento abbia consentito di risolvere un problema storico, restituendo alla scuola una palestra completamente riqualificata, adatta alle esigenze dell’attività scolastica ma anche all’uso sportivo pomeridiano.
La palestra è stata progettata con accesso indipendente, caratteristica che le consente di funzionare anche oltre l’orario delle lezioni. Questo aspetto amplia il significato dell’opera: non si tratta soltanto di uno spazio al servizio della scuola, ma di una infrastruttura che può accogliere attività sportive e associative e che rafforza la funzione civica dell’edificio, rendendolo un presidio aperto al territorio.
Durante il cantiere, la gestione logistica degli studenti è stata affrontata in collaborazione con la dirigenza scolastica, prima con un trasferimento parziale e poi con lo spostamento completo presso la scuola Rossetti, nelle vicinanze. Una scelta che ha consentito di contenere i disagi per le famiglie e, al tempo stesso, di permettere all’impresa di operare con continuità per rispettare le scadenze. L’obiettivo indicato dall’Amministrazione è quello di consentire il rientro dei ragazzi nella sede rinnovata all’inizio dell’anno scolastico 2026-2027.
Il sindaco Roberto Dipiazza ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti, ricordando il lungo periodo in cui la palestra era rimasta una questione irrisolta e definendo la riqualificazione un risultato concreto per tutta la comunità. Sulla stessa linea l’assessore Maurizio De Blasio, che ha letto l’intervento come un passo avanti nella strategia dedicata all’edilizia scolastica: più sicurezza per studenti e personale, spazi adeguati alle progettualità didattiche, un servizio reale alle famiglie e una tutela più solida del diritto allo studio.
Nel caso della Caprin, la riqualificazione assume un valore che supera la dimensione del singolo cantiere. L’opera mette insieme sicurezza, qualità e rispetto dell’identità architettonica, restituendo a Trieste una scuola rinnovata senza cancellarne il significato originario. È un intervento che guarda al futuro della didattica e della vita di quartiere, ma che allo stesso tempo riconosce il peso culturale di un edificio che continua a raccontare una precisa idea di città pubblica.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to