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Rinnovabili in Italia, il report di Legambiente: “Progetti bloccati e iter troppo lunghi”

16/03/2026

Rinnovabili in Italia, il report di Legambiente: “Progetti bloccati e iter troppo lunghi”

In Italia lo sviluppo delle energie rinnovabili continua a scontrarsi con ritardi amministrativi, procedure complesse e ostacoli burocratici che rallentano la realizzazione degli impianti. È il quadro delineato dal nuovo report di Legambiente “Scacco Matto alle rinnovabili”, presentato a Rimini durante il KEY – The Energy Transition Expo, che fotografa lo stato dei progetti energetici nel Paese e individua i principali blocchi che impediscono una crescita più rapida delle fonti pulite.

Secondo l’associazione ambientalista, la diffusione delle rinnovabili rappresenta una componente fondamentale per rafforzare l’indipendenza energetica nazionale e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, diventata ancora più evidente nel contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e dall’aumento dei prezzi dell’energia.

Progetti in attesa e procedure rallentate

Il report evidenzia un sistema autorizzativo spesso caratterizzato da lungaggini e ritardi. A gennaio 2026 risultano 1.781 progetti da fonti rinnovabili in fase di valutazione nell’ambito delle procedure VIA legate al PNRR e al PNIEC. Di questi, 1.234 progetti – pari al 69,3% – sono ancora in attesa della conclusione dell’istruttoria tecnica, con alcuni casi che attendono una risposta addirittura dal 2021.

La situazione di stallo riguarda anche altri livelli decisionali. 160 progetti sono in attesa della determina della Presidenza del Consiglio dei Ministri, mentre 88 risultano bloccati da pareri legati alla tutela dei beni culturali, in gran parte provenienti dal Ministero della Cultura.

Il rapporto segnala inoltre una diminuzione significativa dei nuovi progetti avviati alla valutazione ambientale: dopo il forte aumento registrato nel biennio 2023-2024, nel 2025 le nuove richieste di VIA sono scese a 149, con un calo del 75% rispetto all’anno precedente.

Tra i casi più emblematici citati nel report compare un progetto di parco eolico offshore nel Golfo di Manfredonia, presentato nel 2008, che ancora oggi non è entrato in funzione. Un altro esempio riguarda il progetto Med Wind, impianto offshore da 2,8 GW previsto tra Marsala e Favignana, pensato per coprire il fabbisogno energetico di circa 3,4 milioni di famiglie ma ancora fermo nonostante un lungo iter autorizzativo.

Le 108 storie di blocchi alle rinnovabili

Il rapporto mappa 108 casi di ostacoli alla realizzazione di impianti rinnovabili in tutta la Penisola, di cui 18 registrati nel solo 2026. La regione con il maggior numero di segnalazioni è la Puglia, con 14 casi, seguita da Veneto, Umbria, Basilicata e Sardegna.

Tra gli esempi riportati figura un progetto eolico da 23 MW ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino, proposto su un’area già compromessa come una ex cava e discarica. L’impianto è stato bocciato dalla Soprintendenza per la presenza di un vincolo archeologico.

Un’altra situazione riguarda la città di Terni, dove alcuni cittadini si sono visti negare l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti delle abitazioni perché ritenuti non compatibili dal punto di vista estetico.

Secondo Legambiente, questi casi dimostrano la necessità di una maggiore chiarezza normativa e di procedure più snelle che consentano di conciliare tutela del paesaggio e sviluppo energetico.

Dodici proposte per accelerare la transizione energetica

Per superare le difficoltà attuali, Legambiente propone dodici interventi operativi rivolti al Governo, con l’obiettivo di accelerare la diffusione delle energie rinnovabili.

Tra le richieste principali figurano la semplificazione degli iter autorizzativi, il rafforzamento degli organici tecnici negli uffici pubblici che valutano i progetti e l’introduzione di tempi certi per le decisioni nei casi di pareri contrastanti tra amministrazioni.

L’associazione suggerisce inoltre di individuare aree di accelerazione per gli impianti rinnovabili, come ex cave, siti di bonifica o zone già infrastrutturate, e di favorire la realizzazione di impianti fotovoltaici nei parcheggi di grandi dimensioni.

Nonostante le criticità evidenziate, il report ricorda anche alcuni segnali positivi. Nel 2025, per la prima volta in Europa, eolico e solare hanno prodotto più elettricità delle fonti fossili, raggiungendo il 30,1% della produzione totale. L’Italia ha contribuito a questo risultato con 65,7 TWh di energia rinnovabile, mentre la potenza complessiva installata nel Paese ha superato 81.000 MW.

Secondo Legambiente, per centrare gli obiettivi energetici al 2030 sarà necessario installare oltre 11 GW di nuova potenza rinnovabile ogni anno, un traguardo che potrà essere raggiunto solo riducendo i ritardi amministrativi e favorendo una maggiore collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità locali.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to