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“Porti, popolazioni, società”: un itinerario pubblico per attraversare duemila anni di storia giuliana

02/03/2026

“Porti, popolazioni, società”: un itinerario pubblico per attraversare duemila anni di storia giuliana

C’è un modo efficace per raccontare un territorio di frontiera senza ridurlo a slogan: seguirne le trasformazioni nel tempo, ascoltare le voci della ricerca e mettere in fila le fratture e le convivenze che lo hanno modellato. È questa la promessa di “Porti, popolazioni, società in un’area di frontiera”, ciclo di seminari divulgativi promosso dall’Università di Trieste attraverso il Dipartimento di Studi Umanistici (DiSU), con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il formato è dichiaratamente aperto: incontri accessibili al pubblico, taglio chiaro ma rigoroso, tappe in più città per uscire dai confini dell’aula universitaria e tornare nei luoghi dove la storia è ancora leggibile, nelle architetture, nei porti, nei quartieri, nelle memorie familiari.

Il progetto si sviluppa come un percorso in sette tappe, pensato per attraversare l’area giuliana lungo una traiettoria ampia: dai porti romani di Aquileia e Tergeste alla cantieristica di Monfalcone, dalla Trieste “multiculturale” alle memorie delle due guerre mondiali a Gorizia, fino alla storia della Regione Friuli Venezia Giulia. Un arco di duemila anni che non serve a impressionare per ampiezza cronologica, ma a mostrare continuità spesso invisibili: rotte e migrazioni, economie portuali, cambiamenti di sovranità, identità che si stratificano invece di sostituirsi.

Un ciclo itinerante per capire la frontiera come spazio di vita

La scelta dell’itineranza – Trieste, Gorizia, Grado e Ronchi dei Legionari – non è soltanto organizzativa. È un modo per far emergere la pluralità dei punti di vista e delle esperienze locali, coinvolgendo comunità diverse ma legate da dinamiche comuni: mobilità, contatti, conflitti, intrecci linguistici, scambi commerciali e culturali. In un’area dove la frontiera non è stata un segno astratto sulla carta, ma una realtà quotidiana fatta di passaggi, controlli, ridefinizioni e adattamenti, un ciclo di incontri pubblici può diventare uno strumento civile oltre che culturale: offre coordinate, riduce semplificazioni, permette di discutere senza trasformare la storia in un campo di tifoserie.

Il taglio “di lungo periodo” è un’altra chiave decisiva. Guardare a epoche diverse consente di leggere le identità come processi, non come etichette immobili. In questo senso, il tema delle migrazioni non appare come un capitolo separato, ma come una costante che attraversa i secoli; lo stesso vale per le memorie delle guerre, che nelle città di confine si intrecciano a biografie e paesaggi, lasciando tracce che ancora orientano il modo di percepire l’altro, il vicino, lo straniero.

Grado, 5 marzo: turismo, appartenenze e trasformazioni tra Austria e Italia

Tra le tappe previste, Grado ospiterà l’incontro del 5 marzo alle 16.30, nella Sala del Consiglio Comunale (Municipio, Piazza Biagio Marin 4). Il titolo, “Grado fra Austria e Italia. La vocazione turistica di una città di mare”, mette al centro un tema concreto e, al tempo stesso, profondamente storico: come una comunità costiera costruisce la propria identità economica e simbolica quando cambiano i confini politici, le reti di collegamento, le aspettative dei visitatori.

Interverranno Massimo Degrassi (Università di Trieste), Luciano Cicogna (Comune di Grado), Paride Camuffo (ricercatore indipendente) e Tullia Catalan (Università di Trieste). È annunciato anche l’intervento del Sindaco di Grado, Giuseppe Corbatto. L’incontro promette uno sguardo che tiene insieme amministrazione e ricerca, fonti e territorio, microstoria e quadro più ampio: perché la “vocazione turistica”, spesso raccontata come un dato naturale, è in realtà un percorso fatto di scelte, investimenti, narrazioni, cambiamenti sociali, nuove forme di accoglienza e nuove tensioni tra conservazione e trasformazione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.