Olio Capitale 2026, Trieste al centro della qualità: ambiente, filiera e identità del Friuli Venezia Giulia
02/03/2026
Trieste si prepara ad accogliere Olio Capitale 2026, il salone dedicato all’olio extravergine di qualità in programma dal 13 al 15 marzo al Generali Convention Center. Alla presentazione della manifestazione l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, ha scelto parole nette: l’evento non è soltanto una fiera, ma una “vetrina commerciale di altissimo livello” e, insieme, un motore identitario capace di tenere insieme economia, paesaggio e reputazione del territorio.
Il messaggio politico e tecnico è chiaro: di fronte a un mercato che tende a uniformare le produzioni e a comprimere i margini, la strada proposta dal Friuli Venezia Giulia passa dalla qualità certificata, dalla riconoscibilità del marchio e dal lavoro quotidiano di chi coltiva. Non una retorica di facciata, ma un’impostazione che lega la competitività a pratiche agricole misurabili, verificabili, difendibili anche sul piano ambientale.
Agricoltura come presidio del territorio: il caso dell’olivicoltura
Scoccimarro ha insistito su un punto che spesso resta sullo sfondo nei discorsi sulle eccellenze: l’agricoltore come custode di ambiente e suolo. Nel caso dell’olivicoltura, l’equilibrio fra produzione e tutela appare concreto: manutenzione dei muretti a secco, cura degli uliveti, gestione attenta del terreno. Attività che, oltre a sostenere la qualità della materia prima, contrastano l’abbandono delle terre e riducono criticità legate al dissesto idrogeologico.
L’idea è che la difesa della natura non sia un vincolo da aggirare, bensì una leva di crescita. Buone pratiche agricole, ha ricordato l’assessore, generano valore ambientale, sociale ed economico in modo integrato: un passaggio rilevante per una regione in cui la qualità del paesaggio e la credibilità delle produzioni agroalimentari viaggiano insieme, soprattutto quando l’obiettivo è posizionarsi su fasce di mercato che premiano l’affidabilità più della quantità.
Tracciabilità e dati ambientali: la credibilità passa dalle prove
Accanto al lavoro nei campi, la Regione rivendica un investimento su due fronti: monitoraggio ambientale e tracciabilità. Da un lato, tecnologie avanzate per ottenere dati puntuali su aria e acque; dall’altro, sostegno alla filiera dell’extravergine perché il marchio Fvg sia percepito come garanzia dal consumatore e come argine contro le contraffazioni.
È un passaggio decisivo per la reputazione: l’origine dichiarata, la storia del prodotto e la sua coerenza con standard verificabili diventano strumenti di tutela per chi produce correttamente e, nello stesso tempo, un vantaggio competitivo in un settore dove l’imitazione e l’ambiguità commerciale possono erodere fiducia.
Trieste, infine, viene proposta come sede naturale per questa esposizione: città di frontiera e di scambi, ponte tra Mediterraneo ed Europa centrale, piattaforma credibile per dare visibilità alle produzioni regionali e italiane in un contesto internazionale. Il salone dell’olio, letto in questa prospettiva, diventa anche un racconto di posizionamento: radici, saper fare, controlli e identità che aspirano a contare fuori dai confini nazionali senza perdere la propria impronta.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to