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Occupazione femminile in Friuli Venezia Giulia: più lavoro, ma pensioni ancora troppo basse

09/03/2026

Occupazione femminile in Friuli Venezia Giulia: più lavoro, ma pensioni ancora troppo basse

Alla vigilia dell’8 marzo, data che richiama l’attenzione sulla condizione delle donne nel lavoro e nella società, il Movimento Donne Impresa di Confartigianato FVG e Udine propone una riflessione che va oltre le celebrazioni simboliche. L’analisi presentata dall’associazione mette in luce un quadro complesso: da un lato il Friuli Venezia Giulia registra livelli di occupazione femminile tra i più alti in Italia, dall’altro rimangono profonde disparità economiche e previdenziali che accompagnano molte lavoratrici fino alla pensione.

La presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato FVG e Udine, Filomena Avolio, descrive con chiarezza il nodo centrale della questione: il contributo delle donne all’economia è evidente e crescente, ma il sistema di tutele non ha ancora raggiunto un equilibrio capace di garantire sicurezza nel lungo periodo. Il risultato è un percorso professionale spesso caratterizzato da maggiore precarietà e da pensioni significativamente inferiori rispetto a quelle percepite dagli uomini.

Il Friuli Venezia Giulia tra le regioni più dinamiche per il lavoro femminile

Il Friuli Venezia Giulia offre un esempio significativo di come il lavoro delle donne possa incidere in modo concreto sulla vitalità economica di un territorio. Secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato-Imprese FVG e Udine, il tasso di occupazione femminile nella regione raggiunge il 68,7%, un valore nettamente superiore alla media nazionale del 57,4%.

Il dato diventa ancora più interessante osservando la situazione della provincia di Udine. Nel 2024 il livello di occupazione femminile ha toccato il 69,9%, registrando una crescita rilevante rispetto al 2021 e guadagnando diciannove posizioni nella classifica nazionale.

Si tratta di numeri che raccontano un territorio capace di valorizzare il contributo delle lavoratrici e delle imprenditrici, soprattutto all’interno del sistema artigiano. In Friuli Venezia Giulia, infatti, il 25,5% delle imprese femminili opera proprio nel settore dell’artigianato, un ambito in cui le competenze imprenditoriali e la gestione familiare dell’impresa spesso si intrecciano.

Il presidente di Confartigianato FVG e Udine, Graziano Tilatti, sottolinea come la presenza femminile rappresenti una componente strutturale dell’impresa artigiana. In molte aziende, soprattutto quelle di dimensione familiare, le donne svolgono un ruolo essenziale nella gestione, nell’organizzazione e nello sviluppo dell’attività. Un contributo che negli anni ha dimostrato una crescente capacità imprenditoriale autonoma.

Il divario previdenziale e il peso del lavoro di cura

Accanto ai segnali positivi sul fronte occupazionale emerge però una criticità profonda che riguarda il sistema previdenziale. I dati Inps del 2024 evidenziano una differenza molto marcata tra le pensioni percepite da uomini e donne nelle gestioni autonome, che comprendono artigiani e commercianti.

L’importo medio mensile delle pensioni femminili si ferma a circa 772,9 euro, mentre quello degli uomini supera i 1.352 euro. Il divario sfiora quindi i 600 euro al mese, una distanza che riflette carriere più discontinue, periodi di lavoro part-time e interruzioni legate alla gestione familiare.

Secondo il Movimento Donne Impresa, il problema affonda le radici in un elemento spesso invisibile nei sistemi economici: il lavoro di cura. Tempo dedicato alla famiglia, all’assistenza dei figli o degli anziani, attività che sostiene l’equilibrio sociale ma che raramente viene riconosciuta nel calcolo previdenziale.

Questa dinamica produce conseguenze concrete sul futuro economico di molte lavoratrici autonome. Dopo anni di attività imprenditoriale e contributi versati, molte donne si trovano a percepire pensioni inferiori a 750 euro, una cifra che rende fragile la stabilità economica nella terza età.

Le proposte per trasformare il lavoro femminile in tutele concrete

Il Movimento Donne Impresa di Confartigianato FVG e Udine indica alcune priorità considerate indispensabili per correggere questi squilibri. L’obiettivo non riguarda interventi temporanei o misure emergenziali, ma strumenti strutturali capaci di accompagnare il lavoro femminile lungo tutto l’arco della vita professionale.

Tra le proposte principali emerge il riconoscimento previdenziale del lavoro di cura, affinché il tempo dedicato alla famiglia possa essere valorizzato ai fini pensionistici. Un’altra richiesta riguarda lo sviluppo di forme di previdenza complementare realmente accessibili anche alle lavoratrici autonome e alle microimprese.

Un ulteriore nodo riguarda la conciliazione tra lavoro, burocrazia e vita privata. Molte imprenditrici devono affrontare carichi amministrativi complessi insieme alle responsabilità familiari, una combinazione che spesso rallenta la crescita professionale.

Infine, Confartigianato propone di rafforzare il welfare di comunità, riducendo il peso dell’assistenza familiare che ricade quasi esclusivamente sulle donne. Servizi territoriali più efficaci potrebbero alleggerire questo carico e favorire una partecipazione più equilibrata al mercato del lavoro.

Il segretario generale di Confartigianato FVG, Enrico Eva, evidenzia come la presenza femminile rappresenti un valore strategico per la qualità dell’artigianato. La pluralità di competenze, sensibilità e capacità organizzative portate dalle imprenditrici contribuisce in modo significativo alla competitività del sistema produttivo.

Nel territorio regionale il fenomeno è già visibile: a fine 2025 le imprese femminili in Friuli Venezia Giulia risultano 21.685, pari al 22,4% del totale. Nell’artigianato le imprese guidate da donne sono 5.524, quasi il 20% del comparto, una quota superiore alla media nazionale. Nella provincia di Udine se ne contano oltre 10.500, con circa un quarto delle attività femminili attive proprio nel settore artigiano.

Numeri che testimoniano vitalità imprenditoriale e capacità di innovazione. Il passaggio decisivo, secondo l’associazione, riguarda ora la trasformazione di questo dinamismo in diritti stabili e prospettive previdenziali più solide.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.