Musei scolastici aperti alla comunità: il Friuli Venezia Giulia lancia il bando per le superiori
04/03/2026
Un’aula che diventa spazio espositivo, un vecchio tornio che torna a “parlare”, strumenti scientifici che non restano chiusi in un armadio ma diventano materia di studio, racconto e orientamento. Con la delibera approvata dalla Giunta regionale, il Friuli Venezia Giulia mette ordine – e risorse – in un patrimonio spesso disperso: quello custodito negli istituti storici, tra laboratori, archivi e collezioni nate in decenni di didattica. Il bando, in uscita a metà marzo, consentirà alle scuole secondarie di secondo grado di presentare progetti per istituire musei scolastici fruibili anche dall’esterno, con scadenza fissata al 30 aprile 2026.
Requisiti chiari e un’idea precisa di patrimonio educativo
La misura, illustrata dall’assessore regionale all’Istruzione e formazione Alessia Rosolen, definisce criteri stringenti per l’accesso ai contributi. Potranno candidarsi gli istituti superiori con almeno 70 anni di attività continuativa, che dispongano già di spazi idonei da destinare all’esposizione e che possiedano un patrimonio materiale di rilievo storico, culturale, artigianale, industriale o tecnologico. Non si tratta dunque di “inventare” un museo da zero, ma di riconoscere e valorizzare ciò che molte scuole hanno già accumulato: strumenti di laboratorio, oggetti d’epoca, testimonianze della formazione tecnica e professionale, tracce concrete dell’identità dei territori.
Il cuore dell’intervento sta nella scelta di sostenere in modo organico la catalogazione e la valorizzazione: un passaggio decisivo, perché senza inventariazione e criteri di conservazione anche i pezzi più interessanti rischiano di restare muti, decontestualizzati, difficili da usare per la didattica e per l’apertura al pubblico.
Studenti protagonisti e punteggi legati a qualità e ricadute sul territorio
I progetti dovranno prevedere il coinvolgimento diretto degli studenti nelle attività di recupero, catalogazione e allestimento. È una scelta che sposta l’iniziativa dal piano celebrativo a quello formativo: il museo scolastico come percorso vivo, capace di intrecciare competenze, responsabilità e orientamento, anche attraverso esperienze riconducibili ai percorsi di formazione scuola-lavoro.
I criteri di valutazione premieranno l’anzianità dell’istituto, il numero di studenti effettivamente coinvolti, la qualità dei percorsi formativi collegati alla realizzazione del museo e la rilevanza del patrimonio posseduto. Per l’esame delle proposte sarà istituita una commissione tecnica. Un elemento di forte interesse per gli istituti riguarda la copertura finanziaria: i contributi saranno concessi nella misura del 100% delle spese ritenute ammissibili, un’impostazione che rende l’adesione più praticabile anche per scuole con margini di bilancio limitati.
Il calendario è già tracciato: pubblicazione a metà marzo, invio delle domande fino al 30 aprile 2026 esclusivamente via PEC all’indirizzo [email protected]. Per molte scuole storiche può essere l’occasione di trasformare “materiali del passato” in un servizio culturale stabile, capace di avvicinare famiglie, cittadini e studenti a una memoria educativa che, quando è ben raccontata, diventa identità e futuro.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to