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Gemona del Friuli, lavori alla caserma Goi-Pantanali per il cinquantesimo del terremoto

06/03/2026

Gemona del Friuli, lavori alla caserma Goi-Pantanali per il cinquantesimo del terremoto

Gemona del Friuli si prepara ad accogliere uno degli anniversari più significativi della sua storia recente. A quasi cinquant’anni dal terremoto del 1976, la città sta organizzando un calendario di eventi destinato a richiamare decine di migliaia di persone, tra momenti commemorativi, appuntamenti culturali e iniziative pubbliche. Al centro di questo programma si trova la caserma Goi-Pantanali, scelta come luogo simbolico per ospitare alcune delle manifestazioni principali.

Per verificare l’avanzamento dei lavori di sistemazione e messa in sicurezza dell’area, l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi ha effettuato un sopralluogo insieme al tenente colonnello Fabio Pambianchi dell’8° Reggimento Alpini, al direttore della Protezione civile regionale Amedeo Aristei, ai responsabili dell’impresa incaricata dei lavori – la Di Piazza Vante di Comeglians – e al direttore dei lavori.

L’intervento riguarda un complesso militare ancora operativo, messo a disposizione dall’Esercito per ospitare le iniziative più rilevanti del programma commemorativo.

Un intervento da due milioni per sicurezza e riqualificazione

La priorità dell’intervento riguarda la sicurezza degli spazi. Gli eventi previsti per il cinquantesimo anniversario del sisma potrebbero attirare tra le 70mila e le 100mila persone nel corso delle diverse manifestazioni distribuite lungo l’intero anno.

«L’intervento prioritario è la messa in sicurezza dei luoghi, dati i numeri rilevanti delle persone che saranno ospitate per i grandi eventi del cinquantesimo», ha spiegato Riccardi durante la visita.

La Regione ha destinato 2 milioni di euro a questo progetto attraverso una specifica norma di bilancio. L’obiettivo consiste nel rendere l’area adeguata a ospitare eventi pubblici di grande portata, senza snaturare la funzione originaria della struttura militare.

«Dobbiamo esprimere gratitudine nei confronti dell’Esercito che ha avuto fiducia nel concederci una struttura militare ancora in esercizio. Noi ne miglioreremo le condizioni e la riconsegneremo migliore di prima», ha aggiunto l’assessore.

I lavori interessano 21mila metri quadrati di superficie e comprendono interventi di ripristino, adeguamento e riqualificazione degli spazi.

Cantieri in corso tra infrastrutture e recupero simbolico

Le opere sono state avviate il 22 febbraio e la conclusione è prevista entro il 15 aprile, in tempo utile per l’avvio delle celebrazioni.

Tra gli interventi già realizzati figurano lo smantellamento dei manufatti del campo di addestramento e la sostituzione dei pali della rete elettrica. Una parte significativa dei lavori riguarda anche la viabilità interna: le asfaltature interesseranno circa 18mila metri quadrati dell’area complessiva.

Particolarmente significativo è il recupero della chiesetta donata dal Canada dopo il terremoto del 1976, la cui copertura verrà ripristinata nell’ambito del progetto. Si tratta di uno degli elementi più simbolici del complesso, legato alla solidarietà internazionale che accompagnò la ricostruzione del Friuli.

Eventi e memoria collettiva

Il programma delle celebrazioni prevede appuntamenti di forte valore civile e religioso. Tra i momenti più solenni figura la Santa Messa del 3 maggio, che sarà presieduta dal cardinale Matteo Zuppi e concelebrata da quaranta vescovi che all’epoca del terremoto erano parroci nelle parrocchie colpite dal sisma.

Accanto alle iniziative commemorative sono previsti anche eventi di grande richiamo pubblico, come il concerto gratuito di Andrea Bocelli e la partenza di una tappa del Giro d’Italia.

La gestione organizzativa sarà affidata in larga parte alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, struttura che proprio dopo il terremoto del 1976 ha sviluppato uno dei modelli più avanzati di volontariato e gestione delle emergenze in Italia.

«Saremo impegnati con la nostra organizzazione di Protezione civile, con le tecnologie più avanzate, l’esperienza e i nostri volontari», ha sottolineato Riccardi, ricordando il ruolo fondamentale del sistema regionale nelle grandi mobilitazioni.

L’anniversario del sisma non rappresenta soltanto un momento di commemorazione. Per Gemona e per l’intero Friuli si tratta anche di un’occasione per riflettere su un’esperienza storica che ha trasformato il territorio, rafforzando un modello di solidarietà e partecipazione civica che continua a essere un punto di riferimento per l’intero Paese.

 

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.