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Furti in abitazione tra Friuli e Veneto, cinque arresti dopo l’indagine dei carabinieri

20/04/2026

Furti in abitazione tra Friuli e Veneto, cinque arresti dopo l’indagine dei carabinieri

Un gruppo ritenuto responsabile di una serie di furti in abitazione messi a segno tra Friuli Venezia Giulia e Veneto è stato raggiunto da un’ordinanza cautelare eseguita dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Udine, al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Udine. Il provvedimento dispone la custodia in carcere per quattro indagati e gli arresti domiciliari per un quinto.

L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Udine nei confronti di un gruppo di cittadini italiani di etnia sinti, ritenuti gravemente indiziati di numerosi colpi compiuti all’inizio del 2026 tra la provincia friulana e alcune aree del Veneto. L’indagine ha preso avvio da una serie di episodi ravvicinati, accomunati da modalità operative simili, sui quali la Procura ha concentrato l’attenzione per la frequenza e per il profilo organizzato con cui sarebbero stati messi in atto.

Le indagini partite da una sequenza di colpi in provincia di Udine

I carabinieri della Compagnia di Udine, in sinergia con il Comando Provinciale, hanno predisposto una serie articolata di servizi di controllo del territorio, impiegando pattuglie in uniforme e personale in borghese specializzato. Un lavoro che si è sviluppato attraverso sopralluoghi, repertamenti tecnici, analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati e un costante monitoraggio degli indagati. Proprio questo insieme di attività ha permesso agli investigatori di raccogliere elementi ritenuti utili per delineare la struttura del gruppo e attribuirgli i singoli episodi contestati.

Uno snodo importante dell’indagine è stato il sopralluogo effettuato nei primi giorni di gennaio in un’abitazione del comune di Varmo, dove sono emersi i primi indizi che hanno portato a concentrare l’attenzione sul sodalizio criminoso. Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo agiva prevalentemente al calare della sera e nei fine settimana, approfittando dell’assenza dei proprietari per introdursi nelle case attraverso l’effrazione di porte e finestre.

Il modus operandi e i beni presi di mira

Secondo quanto contestato, gli indagati avrebbero mostrato una certa esperienza nell’esecuzione dei colpi, scegliendo con precisione tempi e obiettivi. Una volta entrati negli immobili, si sarebbero concentrati soprattutto su monili in oro, denaro contante e indumenti, ma tra gli oggetti sottratti figurano anche orologi di pregio, macchine fotografiche e scarpe. Gli investigatori ritengono di aver ricostruito un modus operandi abbastanza definito, basato anche sull’utilizzo di autovetture diverse per ciascun furto, così da rendere più difficile il tracciamento degli spostamenti e l’identificazione dei responsabili.

L’attività di osservazione e analisi ha inoltre consentito di delineare il profilo del gruppo, composto da soggetti legati da vincoli familiari e già gravati, secondo gli inquirenti, da precedenti specifici. Questo elemento, unito alla capacità di muoversi su più territori e di cambiare frequentemente veicoli, ha rafforzato negli investigatori l’ipotesi di un sodalizio strutturato e dedito in modo sistematico ai furti in abitazione.

Tredici furti contestati tra Friuli e Veneto

Nel complesso, l’indagine ha consentito di attribuire ai cinque indagati circa 13 furti in abitazione commessi nel gennaio 2026. I colpi contestati riguardano diversi comuni della provincia di Udine, tra cui Varmo, Fiumicello-Villa Vicentina, Cervignano del Friuli, Codroipo, Basaldella, San Giovanni al Natisone e Trivignano Udinese, ma anche alcuni centri del vicino Veneto, come San Michele al Tagliamento, Spresiano e Maserada sul Piave.

Secondo gli investigatori, il complesso degli elementi raccolti ha permesso di costruire un quadro indiziario ritenuto grave, successivamente avvalorato dal gip del Tribunale di Udine con l’emissione della misura cautelare. Resta, come previsto dalla legge, la precisazione che la vicenda si colloca nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.