Friuli Venezia Giulia, la rete della ricerca cresce: il Sistema scientifico punta su Europa, innovazione e diplomazia
24/03/2026
Il Sistema scientifico e dell’innovazione del Friuli Venezia Giulia consolida il proprio ruolo come una delle realtà più strutturate e dinamiche del panorama nazionale, capace di mettere in relazione ricerca, istituzioni, imprese e reti internazionali in una prospettiva sempre più europea. Il punto sullo stato di avanzamento delle attività è stato fatto a Trieste, in occasione del Consiglio di indirizzo ospitato in Area Science Park, al quale ha preso parte anche l’assessore regionale alla Ricerca e università Alessia Rosolen.
Dal confronto è emersa l’immagine di un ecosistema scientifico che non si limita a concentrare competenze e istituzioni di alto profilo, ma che riesce anche a tradurre questo patrimonio in progettualità concreta, attrazione di risorse, relazioni internazionali e ricadute economiche per il territorio. In questa cornice, il Friuli Venezia Giulia continua a proporsi come un nodo strategico nei network europei della conoscenza, rafforzando la propria vocazione internazionale e la capacità di connettere ricerca avanzata, innovazione e sistema produttivo.
Un ecosistema della ricerca che amplia la sua rete
Uno degli elementi più significativi emersi durante la riunione riguarda la crescita stessa del Sistema scientifico e dell’innovazione del Friuli Venezia Giulia. Con l’ingresso dell’Immaginario Scientifico, il Sis Fvg raggiunge infatti quota 22 membri, ampliando ulteriormente la propria composizione e rafforzando una dimensione considerata sempre più importante: quella della divulgazione scientifica e del dialogo tra scienza e società.
Secondo Rosolen, questa evoluzione conferma il valore del sistema come infrastruttura immateriale fondamentale per lo sviluppo regionale, in grado di attrarre talenti, creare connessioni stabili tra enti e generare innovazione con impatto che supera il perimetro locale. L’idea di fondo è chiara: la ricerca non va considerata soltanto come settore specialistico, ma come leva trasversale di crescita, competitività e posizionamento internazionale.
In questa prospettiva, la presenza dell’Immaginario Scientifico assume un significato preciso. Non si tratta soltanto di aggiungere un nuovo soggetto alla rete, ma di potenziare il rapporto tra produzione di conoscenza e sua trasmissione pubblica, elemento essenziale in un’epoca in cui innovazione, consapevolezza sociale e partecipazione devono procedere insieme.
Mappatura delle infrastrutture e accesso più semplice per le imprese
Tra le attività avviate nel 2026, un ruolo centrale è attribuito alla ricognizione strutturata delle infrastrutture di ricerca, considerata un passaggio indispensabile per comprendere fino in fondo il patrimonio scientifico del territorio e renderlo maggiormente accessibile. L’obiettivo è la realizzazione di un catalogo regionale consultabile, capace di offrire una fotografia aggiornata delle capacità tecnologiche presenti in Friuli Venezia Giulia.
Il valore di questa operazione non è soltanto conoscitivo. Disporre di una mappatura ordinata e leggibile significa anche facilitare l’accesso alle infrastrutture da parte delle imprese, favorire nuove collaborazioni tra ricerca e produzione e rendere più visibili le opportunità già presenti sul territorio. In un sistema che punta a rafforzare il trasferimento tecnologico, la possibilità di sapere con precisione quali competenze, attrezzature e servizi siano disponibili rappresenta una condizione concreta per attivare sinergie più efficaci.
La mappatura si inserisce dunque in una logica di sistema che mira a trasformare il patrimonio scientifico in una risorsa più apertamente condivisa, riducendo distanze tra mondo della ricerca e tessuto economico regionale.
Europrogettazione, diplomazia scientifica e dimensione internazionale
Nel corso della riunione è stato inoltre evidenziato il rafforzamento del supporto fornito agli enti nella partecipazione ai programmi europei. I numeri restituiscono con chiarezza la portata di questo lavoro: il Sis Fvg conta oggi 327 progetti europei attivi e 174 nuove proposte progettuali. Un risultato che nasce dal coordinamento tra enti, dal consolidamento delle competenze tecniche e amministrative e dall’introduzione di modalità innovative di collaborazione, compreso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata alla progettazione europea.
Accanto all’europrogettazione, un tratto distintivo del sistema regionale è il crescente investimento nella diplomazia scientifica, soprattutto nell’area dell’Europa centrale, orientale e sudorientale, anche grazie alla collaborazione con Ince. In questo contesto, il Friuli Venezia Giulia viene descritto come un vero laboratorio avanzato di relazioni internazionali fondate sulla ricerca, sulla costruzione di competenze e sulla progettazione condivisa.
Tra le iniziative più rilevanti è stato richiamato il corso avanzato di diplomazia scientifica organizzato tra Trieste e Gorizia, che ha coinvolto partecipanti provenienti da 11 Paesi e numerosi enti del sistema regionale. È un dato che rafforza l’immagine del territorio come piattaforma di cooperazione internazionale e di dialogo tra mondi scientifici e istituzionali differenti. A questo si aggiunge la partecipazione della Regione alle strategie macroregionali europee Eusalp ed Eusair, ulteriore conferma di una proiezione europea già strutturata.
Trasferimento tecnologico, risorse e nuova governance
Il versante dell’innovazione applicata e del trasferimento tecnologico rappresenta un altro asse forte della programmazione. Strumenti come IP4FVG - EDIH, IHUB FVG e i servizi di innovazione digitale attivano ogni anno complessivamente circa 4,7 milioni di euro, coinvolgendo imprese, centri di ricerca e infrastrutture avanzate. Anche qui il dato economico va letto dentro una visione più ampia: non semplice sostegno alla ricerca, ma costruzione di un ambiente capace di rendere l’innovazione produttiva, trasferibile e utile al sistema regionale.
Nel complesso, le attività di sistema — dalla mappatura degli enti di ricerca alla comunicazione, dall’europrogettazione all’internazionalizzazione — insieme alle azioni di diplomazia scientifica e agli accordi strategici, tra cui la collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology, mobiliteranno nel triennio 2024-2026 oltre 15 milioni di euro di risorse pubbliche. Di queste, oltre il 65% proviene da fondi regionali, mentre la restante parte è composta da contributi ministeriali.
Infine, durante l’incontro sono stati condivisi i primi indirizzi per il nuovo protocollo di intesa tra Regione, Ministero dell’Università e della Ricerca e Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Il prossimo passaggio servirà ad accompagnare una nuova fase di sviluppo del sistema, rafforzando la governance multilivello, il coinvolgimento degli stakeholder anche attraverso un futuro Forum-Osservatorio e l’integrazione tra ricerca, innovazione e sistema produttivo.
Il quadro che emerge è quello di una regione che ha scelto di investire sulla conoscenza non come settore separato, ma come architrave di una strategia di sviluppo. Il Friuli Venezia Giulia, in questa fase, prova a trasformare la densità delle proprie istituzioni scientifiche in una capacità più ampia di costruire relazioni, attrarre progetti e generare effetti concreti sul piano economico, culturale e internazionale. È su questo terreno che il Sistema scientifico regionale sembra voler consolidare la propria identità: non soltanto rete di eccellenze, ma struttura operativa capace di tenere insieme visione, strumenti e risultati.