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Confartigianato FVG: “Bene l’intervento rapido della Regione sulla nuova emergenza energetica”

08/04/2026

Confartigianato FVG: “Bene l’intervento rapido della Regione sulla nuova emergenza energetica”

Di fronte al riaccendersi delle tensioni internazionali e ai nuovi riflessi sui costi dell’energia, dal sistema artigiano del Friuli Venezia Giulia arriva una presa di posizione netta: servono misure immediate, ma anche una strategia che riduca in modo stabile la vulnerabilità di imprese e famiglie. È questo il messaggio contenuto nella nota diffusa da Confartigianato Imprese FVG, che esprime apprezzamento per la rapidità con cui la Regione ha annunciato la volontà di attivare strumenti di sostegno economico in risposta alla nuova fase di instabilità generata dal conflitto in Medio Oriente.

Il tema energetico torna così a imporsi come una delle principali variabili di tenuta del sistema produttivo, in un contesto in cui il rischio non riguarda soltanto l’aumento diretto delle bollette, ma l’effetto a catena che può investire trasporti, approvvigionamenti, prezzi al consumo e capacità di spesa delle famiglie. Confartigianato sottolinea che la situazione attuale viene affrontata da un tessuto economico più preparato rispetto al passato, anche grazie agli investimenti già realizzati, ma avverte che non si può continuare a gestire ogni crisi come un evento eccezionale.

“Misure immediate, ma con uno sguardo strutturale”

A esprimere la posizione dell’associazione è il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti, che definisce positiva la tempestività dell’intervento regionale ma invita a utilizzare questa fase per costruire risposte più solide nel tempo. L’indicazione è chiara: le misure che verranno attivate dovrebbero sì fronteggiare l’emergenza, ma al tempo stesso contribuire a rendere il sistema economico meno esposto ai futuri shock energetici.

Secondo Confartigianato, sarà fondamentale aprire in tempi rapidi un tavolo di confronto per individuare i comparti su cui concentrare prioritariamente gli interventi. Tra quelli indicati come più sensibili figurano logistica e trasporti, ambiti considerati decisivi per evitare che l’aumento dei costi del carburante si scarichi in modo quasi automatico sui beni di largo consumo. Il ragionamento dell’associazione è lineare: contenere gli effetti a monte significa provare a limitare anche la pressione inflattiva a valle.

Imprese artigiane sotto pressione, ma il nodo riguarda anche le famiglie

Accanto al sostegno al sistema produttivo, Confartigianato richiama con forza anche la necessità di proteggere il potere d’acquisto dei cittadini. L’associazione evidenzia infatti che una nuova impennata dei costi energetici rischierebbe di produrre un doppio effetto negativo: da una parte comprimere i margini delle imprese, dall’altra ridurre la capacità di spesa delle famiglie, con conseguenze dirette sui consumi interni.

Il segretario regionale Enrico Eva sposta poi l’attenzione sul carattere ormai strutturale del problema. Secondo la lettura proposta, l’aumento dei costi dell’energia alimentato prima dalla guerra in Ucraina e poi dalle tensioni in Medio Oriente non può più essere interpretato come una fase transitoria. Per molte attività artigiane, dall’autotrasporto alla metalmeccanica, dalle tintolavanderie alle carrozzerie, fino ai panifici, l’energia è ormai diventata una variabile strategica al pari del lavoro e delle materie prime.

Autonomia energetica e comunità energetiche tra le priorità

Nel ragionamento di prospettiva avanzato da Confartigianato, un ruolo centrale è attribuito agli investimenti capaci di aumentare l’autonomia energetica delle imprese. L’associazione chiede di rafforzare gli strumenti che favoriscono questa direzione e di accelerare lo sviluppo delle Comunità energetiche, compresa quella su cui la Regione sta lavorando. Il riferimento è a un modello che, se implementato con continuità, potrebbe contribuire a contenere la dipendenza da dinamiche esterne e a rafforzare la resilienza del tessuto produttivo locale.

Un altro punto critico sollevato riguarda il costo dell’energia elettrica per le piccole imprese italiane, che, secondo i dati richiamati da Confartigianato sulla base di elaborazioni dell’Ufficio studi nazionale su fonti Eurostat, risulterebbe fortemente appesantito dagli oneri parafiscali, con un divario molto marcato rispetto alla media europea. Un elemento che, nella lettura dell’associazione, aggrava ulteriormente la posizione competitiva delle realtà artigiane italiane.

Il messaggio che arriva dal comparto è quindi duplice: bene la rapidità della risposta istituzionale, ma la nuova crisi energetica non può essere affrontata soltanto con logiche tampone. Per il mondo artigiano del Friuli Venezia Giulia, il passaggio decisivo sarà trasformare l’emergenza in un’occasione per ripensare, con maggiore concretezza, la sostenibilità energetica del sistema economico regionale.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.