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Artigiani Fvg, timori per il conflitto in Medio Oriente: energia e export sotto pressione

04/03/2026

Artigiani Fvg, timori per il conflitto in Medio Oriente: energia e export sotto pressione

Le tensioni in Medio Oriente stanno alimentando un clima di forte apprensione tra le imprese artigiane del Friuli Venezia Giulia. L’escalation del conflitto rischia di produrre conseguenze economiche rilevanti per un sistema produttivo fortemente orientato all’export e sensibile alle oscillazioni dei costi energetici.

I dati elaborati dall’Ufficio studi di Confartigianato nazionale indicano con chiarezza l’esposizione della regione verso i mercati oggi coinvolti nello scenario di guerra. Nel 2025 l’export del Friuli Venezia Giulia verso quell’area ha raggiunto il valore di 725 milioni di euro, pari all’1,61% del prodotto interno lordo regionale. Un flusso commerciale che colloca il territorio tra le cinque regioni italiane maggiormente esposte, insieme a Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia.

L’allarme delle imprese: energia e bilanci sotto pressione

La principale preoccupazione del mondo artigiano riguarda l’impatto che l’instabilità internazionale sta già producendo sul prezzo delle materie prime energetiche. Le quotazioni di gas e petrolio hanno iniziato a registrare una crescita significativa, con effetti immediati sui costi sostenuti dalle imprese.

«Le aziende artigiane del Friuli Venezia Giulia sono molto preoccupate per le ripercussioni che questo conflitto sta generando sui costi energetici e per le conseguenze ancora più pesanti che potrebbero manifestarsi se la crisi dovesse prolungarsi», osserva il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti.

Il timore riguarda soprattutto le piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura produttiva del territorio e che spesso dispongono di margini economici più limitati rispetto alle grandi realtà industriali. Un incremento prolungato delle bollette rischia di compromettere la sostenibilità dei bilanci aziendali e di ridurre la capacità di pianificare nuovi investimenti.

L’effetto domino su credito, prezzi e investimenti

Secondo Confartigianato Fvg, l’aumento del costo dell’energia rappresenta soltanto il primo anello di una catena di conseguenze economiche più ampie. «Se cresce il prezzo del gas aumenta anche quello dell’energia elettrica, con ricadute dirette sull’equilibrio finanziario delle piccole imprese», spiega il direttore generale dell’associazione, Enrico Eva.

Bollette più onerose si traducono infatti in una pressione crescente sui conti aziendali, alla quale potrebbe affiancarsi una maggiore difficoltà nell’accesso al credito. Il rischio è quello di un rallentamento degli investimenti produttivi, con ripercussioni sulla competitività delle imprese.

Le previsioni elaborate dagli analisti indicano inoltre la possibilità di un aumento dell’inflazione nel corso del 2026. L’adeguamento dei listini da parte delle imprese, necessario per compensare il rialzo dei costi energetici, potrebbe riflettersi su numerosi settori economici e su una vasta gamma di prodotti e servizi.

Export regionale e settori più esposti

Nonostante una flessione del 4,5% registrata nei primi nove mesi del 2025, l’export del Friuli Venezia Giulia verso il Medio Oriente continua a rappresentare uno dei principali flussi commerciali italiani verso quell’area.

Le piccole e medie imprese regionali esportano soprattutto prodotti legati alla filiera alimentare, al comparto legno-arredo, alla moda e alla lavorazione dei metalli. A questi si aggiungono comparti ad alto valore come la gioielleria e l’occhialeria.

Nel complesso il Medio Oriente rappresenta un mercato di grande rilevanza per il sistema economico nazionale: l’area assorbe 27,9 miliardi di euro di prodotti made in Italy e copre il 27,4% dell’import energetico del Paese.

Di fronte a uno scenario geopolitico instabile, il mondo artigiano del Friuli Venezia Giulia rivolge un appello alle istituzioni affinché si rafforzino gli sforzi diplomatici. «La nostra sollecitazione – conclude Tilatti – è che ai più alti livelli si lavori per far parlare le diplomazie e non le armi».

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to