Amirante: rigenerazione urbana ed energetica come politica sociale e territoriale
03/03/2026
La rigenerazione urbana ed energetica smette di essere un capitolo per addetti ai lavori quando entra nei bilanci familiari, nei quartieri che invecchiano, nei centri minori che perdono residenti e servizi. È su questo passaggio di scala che si è concentrato l’intervento dell’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, a Villa Manin di Passariano, nel corso dell’incontro promosso dall’Associazione Sindaci Emeriti del Friuli Venezia Giulia e da Anci Fvg. Davanti ad amministratori ed esperti, Amirante ha ricondotto il tema alla sua sostanza: intervenire sull’esistente, ridurre consumo di suolo, migliorare l’efficienza energetica, sostenere chi è più esposto alla fragilità economica e alla povertà energetica.
Fondi regionali, PNRR e Conto Termico 3.0: l’architettura finanziaria che cambia la programmazione
Il punto politico, prima ancora che tecnico, è l’integrazione delle risorse. Amirante ha evidenziato come il raccordo tra fondi regionali – in particolare quelli destinati alla riduzione della vulnerabilità sismica – e le risorse già assegnate attraverso il PNRR consenta di pianificare interventi strutturali con un orizzonte più ampio rispetto alla singola emergenza o al singolo bando.
In questa cornice si inserisce il Conto Termico 3.0, richiamato come strumento capace di semplificare procedure e rendere più vantaggiosi gli interventi di efficientamento energetico, anche laddove si renda necessaria la demolizione e ricostruzione. La disponibilità di meccanismi più rapidi e, soprattutto, più sostenibili sul piano dell’anticipazione finanziaria, diventa decisiva per i Comuni e per i soggetti che non possono permettersi di immobilizzare capitale nell’attesa di rimborsi.
Legge regionale 8/2025: due linee d’azione tra casa, energia e contrasto allo spopolamento
L’impianto di riferimento, secondo l’assessore, è la legge regionale 8/2025, orientata al recupero, alla riqualificazione e al riuso del patrimonio edilizio esistente, coerente con la riduzione del consumo di suolo e con gli obiettivi del Piano energetico regionale. La norma si sviluppa su due direttrici.
La prima riguarda la rigenerazione edilizia: contributi per manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione, con una priorità netta verso la creazione di alloggi destinati alla locazione a canone concordato o alla residenza principale per nuclei con requisiti sociali ed economici definiti. Amirante ha insistito sull’attenzione verso i Comuni soggetti a spopolamento e verso il recupero di edifici con basse prestazioni energetiche, dove la riqualificazione non è soltanto miglioramento estetico ma riduzione dei costi e prevenzione di nuove marginalità.
La seconda linea è dedicata all’efficientamento energetico: bandi a sportello per serramenti, coibentazioni e impianti da fonti rinnovabili, con percentuali di contributo più elevate per nuclei con ISEE fino a 25.000 euro. È qui che il tema tecnico diventa politica pubblica: la transizione ecologica viene legata a politiche abitative e a un’azione esplicita contro la povertà energetica.
Patrimonio pubblico e Ater: scuole sicure, case migliori, costi più bassi
Accanto al patrimonio privato, Amirante ha richiamato la continuità dell’impegno sul patrimonio pubblico, con un focus su edilizia scolastica e messa in sicurezza sismica, anche attraverso il coordinamento con strumenti nazionali gestiti dal Gse. L’obiettivo dichiarato è evitare interventi “a compartimenti”: sicurezza strutturale ed efficientamento energetico devono procedere insieme, perché separare i due piani significa moltiplicare tempi, costi e disagi.
Un capitolo specifico riguarda l’edilizia residenziale pubblica e il patrimonio delle Ater: incrementare e riqualificare l’offerta di alloggi sovvenzionati, migliorare la qualità dell’abitare e ridurre i costi di gestione per gli utenti. In definitiva, la rigenerazione viene presentata come strumento di coesione sociale e di riequilibrio territoriale: contrasto allo spopolamento, sostegno alle famiglie, decarbonizzazione non come slogan ma come programma misurabile, quartiere per quartiere, edificio per edificio.